Storico risultato la partecipazione alle final eight Under 17
Non si è ancora placata l’eco dell’impresa ottenuta dal gruppo Under 17 di Jesi Basket Academy Taurus, entrata nel gruppo delle migliori otto squadre della categoria: nulla di fortuito, certe cose non capitano mai per caso, ma il coronamento di un progetto quest’anno particolarmente consolidato, con la creazione di ben 3 foresterie. Un impegno, una responsabilità della società nei confronti delle famiglie, poi i risultati, che non hanno tardato a venire, che hanno dato un senso compiuto a tutto e che sicuramente arriveranno. Ne parliamo con Gianluca Pizzi, responsabile del settore giovanile.
«Per cominciare mi viene spontaneo chiederti delle finali nazionali alle quali avete appena partecipato. Che esperienza è stata?»
«È stata un’esperienza enorme, difficile persino da descrivere a parole. Arrivare tra le prime 8 d’Italia con questo gruppo ha un valore speciale perché dietro c’è stato un percorso fatto di lavoro quotidiano, sacrifici, momenti complicati e tanta crescita.
Credo che la cosa più bella sia stata vedere questi ragazzi competere alla pari con realtà storicamente abituate a questi palcoscenici, dimostrando personalità, identità e spirito di squadra.
Per la società è un risultato storico, ma per noi non rappresenta un punto di arrivo: deve essere soprattutto la dimostrazione che, lavorando bene e con continuità, anche una realtà come Jesi può costruire qualcosa di importante a livello nazionale.»
«Questo risultato, unico nella storia del basket jesino è la ciliegina sulla torta di tutto quello che Jesi Basket Academy Taurus sta facendo. Avete preso parte a tutti i campionati e soprattutto quest’anno sono state organizzate tre foresterie. Sei d’accordo?»
«Assolutamente sì, questo risultato è la conseguenza di un lavoro molto più profondo e strutturato. Negli ultimi due anni la società ha scelto di investire davvero nel settore giovanile, alzando il livello dell’organizzazione, della qualità degli allenamenti e delle opportunità offerte ai ragazzi.
Anche la scelta di creare tre foresterie per atleti provenienti da fuori nasce da questa visione: portare giocatori con potenzialità, aumentare la competitività quotidiana e creare un ambiente dove ogni allenamento abbia intensità e qualità elevate.
La cosa bella è che si è creato un equilibrio molto positivo: i ragazzi arrivati da fuori hanno alzato il livello competitivo del gruppo, mentre i ragazzi jesini hanno trasmesso identità, appartenenza e cultura del lavoro. È proprio questo tipo di contaminazione che fa crescere un settore giovanile.
Alle Finali Nazionali diversi ragazzi di Jesi hanno avuto un ruolo importante e questo dimostra che, dentro un contesto ambizioso, chi ha mentalità e voglia di migliorarsi lavorando tanto trova spazio e cresce ancora più velocemente.»
«Sicuramente per i ragazzi si è trattato di un momento di crescita personale e sportiva. A tuo avviso c’è già qualche ragazzo pronto per la prima squadra?»
«Ci sono diversi ragazzi che hanno dimostrato qualità interessanti, non solo tecniche ma soprattutto caratteriali. Confrontarsi a livello nazionale accelera tantissimo il percorso di crescita e alcuni di loro hanno fatto vedere di poter ambire a livelli importanti.
Detto questo, credo sia fondamentale avere equilibrio. Il passaggio verso le prime squadre richiede tempo, continuità e capacità di adattarsi a un basket completamente diverso. Il talento da solo non basta.
La cosa positiva è che questo gruppo ha dimostrato mentalità, disponibilità al lavoro e capacità di stare dentro alle difficoltà: sono aspetti che spesso fanno la differenza più ancora dei punti segnati. Parlare poco e fare tanto fortunatamente è un aspetto che fa ancora la differenza.»
«Chi vorresti ringraziare per questa bella opportunità professionale con Jesi Basket Academy Taurus?»
«Il primo ringraziamento va sicuramente alla società e in particolare ad Altero Lardinelli, che due anni fa ha avuto il coraggio di inseguire un sogno e di credere davvero nella possibilità di costruire qualcosa di importante attraverso il settore giovanile.
Abbiamo formato un gruppo di lavoro molto unito tra settore giovanile e prima squadra, dove ogni giorno lavoriamo insieme in ufficio condividendo idee, confronti e progettualità: è questo che crea continuità, identità e crescita. In questo senso il lavoro con il DS Matteo Malaventura è stato quotidiano e fondamentale.
Poi tutto lo staff, perché dietro a un risultato così ci sono ore e ore passate in palestra a curare dettagli, migliorare e ripetere fondamentali ogni giorno, spesso lontano dai riflettori. E ci sono anche notti insonni, come durante le Finali Nazionali, per cercare di far trovare ai ragazzi tutto pronto e preparato nel miglior modo possibile per la partita del giorno successivo. Un grazie enorme ai ragazzi, che sono stati straordinari per disponibilità, mentalità e capacità di stare uniti anche nei momenti difficili.
E infine le famiglie e tutte le persone che ci hanno seguito durante l’anno in giro per l’Italia.»
(nella foto il gruppo Underv 17)


