In un momento complesso per il comparto vitivinicolo italiano, le Marche escono dalla 58ª edizione di Vinitaly con segnali incoraggianti. Il Salone internazionale dei vini e distillati si conferma infatti una piattaforma strategica per la promozione del vino marchigiano, grazie all’elevato numero di contatti con buyer, operatori e appassionati provenienti da tutto il mondo.
La presenza marchigiana a Veronafiere si è distinta per numeri e qualità: 106 aziende coinvolte, di cui 50 rappresentate nella collettiva regionale, su uno spazio espositivo di oltre mille metri quadrati. A completare l’offerta, una “Terrazza Marche” con 212 etichette in degustazione libera, pensata come una vera e propria biblioteca del vino.
Un patrimonio enologico che poggia su basi solide: 20 Dop e una Igp, insieme a una forte vocazione green, con vigneti biologici che sfiorano il 40%, rendendo la regione un punto di riferimento nazionale nel segmento organic.
Un territorio unico tra vino e turismo
A tracciare il bilancio è il vicepresidente e assessore all’Agricoltura Enrico Rossi, che sottolinea il ruolo centrale di Vinitaly per le imprese marchigiane. La chiave di sviluppo, secondo Rossi, è l’integrazione tra agricoltura e turismo: un binomio strategico per attrarre nuovi flussi legati all’enoturismo e al turismo esperienziale, sostenuto anche da investimenti infrastrutturali.
In questa direzione si inserisce anche l’annuncio del rafforzamento della collaborazione con Veronafiere: in autunno sarà Ancona – futura Capitale italiana della cultura 2028 – a ospitare “Vinitaly and the City”, il fuori salone dedicato al grande pubblico, con l’obiettivo di valorizzare non solo il vino ma l’intero territorio.
Tra novità e riconoscimenti istituzionali
La partecipazione delle Marche è stata impreziosita anche da importanti momenti istituzionali. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Proprio durante Vinitaly è stata presentata una novità significativa: il Conero Docg Rosato, tutelato dall’Istituto marchigiano di tutela vini. Spazio anche ad altre eccellenze regionali, come la Passerina Spumante del territorio dei Piceni, sostenuta dal Consorzio dei Vini Piceni.
Tra i visitatori istituzionali anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha preso parte alle degustazioni nello spazio marchigiano.
Le aziende: “Contatti concreti e mercati in crescita”
A confermare il buon esito della manifestazione sono anche le imprese. Il presidente dell’IMT Michele Bernetti parla di una delle edizioni più concrete degli ultimi anni, con numerosi contatti qualificati e una forte presenza di buyer europei, soprattutto dal Nord e dall’area centro-orientale, oltre a mercati chiave come Stati Uniti, Canada e Giappone.
Positivo anche il riscontro sul fronte nazionale, con una crescente attenzione da parte della ristorazione verso vini più leggeri, in linea con i nuovi trend di consumo.
Sulla stessa linea Simone Capecci, che evidenzia come l’edizione 2026 abbia superato le aspettative: nonostante le incertezze internazionali, la vivace presenza di importatori da Europa, Americhe e Asia ha rafforzato la fiducia delle aziende.
Tra qualità certificata, sostenibilità e capacità di fare sistema, le Marche si sono confermate cos protagoniste a Vinitaly. E con l’enoturismo sempre più al centro delle strategie regionali, il percorso intrapreso guarda oltre la fiera, puntando a consolidare il posizionamento del territorio sui mercati internazionali e tra i consumatori.


