Saturday 21 March, 2026
HomeMarcheAttualità MarcheVinitaly 2026, le Marche si presentano con 107 cantine

Dal Verdicchio al Piceno, la regione rafforza la sua presenza a Verona

Saranno 107 le cantine marchigiane presenti al Vinitaly 2026, la più importante manifestazione internazionale dedicata al vino in programma a Verona dal 12 al 15 aprile. Una partecipazione numerosa che conferma il dinamismo del settore vitivinicolo regionale e la volontà di rafforzare la presenza sui mercati nazionali ed esteri attraverso uno degli appuntamenti più strategici per il comparto.

La collettiva marchigiana sarà concentrata principalmente nel Padiglione 7, tradizionale punto di riferimento per le aziende della regione, con alcune presenze distribuite anche nei padiglioni 8, 9 e 10. Accanto alle singole aziende saranno presenti anche le istituzioni e gli organismi di tutela del vino marchigiano, a partire dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) e dal Consorzio Vini Piceni, impegnati nella promozione delle principali denominazioni regionali.

La provincia di Ancona guida la partecipazione

La provincia più rappresentata è quella di Ancona, cuore produttivo del Verdicchio dei Castelli di Jesi, uno dei bianchi italiani più riconosciuti a livello internazionale. Tra le aziende presenti figurano realtà storiche e consolidate come Garofoli, Sartarelli, Santa Barbara, Umani Ronchi, Marotti Campi e Vignamato, accanto a produttori dinamici come La Staffa, Vicari, Podere Santa Lucia e Tenuta dell’Ugolino.

Il Verdicchio rimane il principale ambasciatore del territorio, capace di esprimersi in diverse interpretazioni, dalle versioni più fresche e immediate alle riserve strutturate e longeve.

Il Piceno protagonista con Ascoli Piceno

Importante anche la presenza della provincia di Ascoli Piceno, area storica del Rosso Piceno e delle denominazioni Offida e Falerio. Qui si concentra un tessuto produttivo molto attivo che unisce tradizione e innovazione.

Tra i nomi presenti al Vinitaly spiccano Velenosi, Saladini Pilastri, Simone Capecci, Tenuta Cocci Grifoni, Le Caniette, Carminucci, De Angelis e Terra Fageto. Il territorio si distingue per una produzione che affianca rossi di struttura a bianchi sempre più apprezzati come Pecorino e Passerina, vitigni autoctoni oggi al centro di una forte riscoperta.

Macerata e il Verdicchio di Matelica

La provincia di Macerata sarà rappresentata da numerose cantine legate in particolare al Verdicchio di Matelica, denominazione che negli ultimi anni ha consolidato la propria reputazione grazie a vini caratterizzati da grande verticalità e spiccata mineralità.

Tra i produttori presenti figurano Belisario, Bisci, Borgo Paglianetto, La Monacesca, Il Pollenza e Tenuta di Tavignano, interpreti di uno dei territori più identitari della viticoltura marchigiana.

Presenze da Pesaro-Urbino e Fermo

La provincia di Pesaro e Urbino porterà a Verona diverse realtà legate soprattutto alla denominazione Bianchello del Metauro, come Guerrieri, Bruscia, Terracruda, Villa Ligi e Tenuta Santi Giacomo e Filippo, accanto a produttori indipendenti come Morelli e Lucarelli.

Dalla provincia di Fermo arriveranno invece aziende come Officina del Sole, Vigneti Santa Liberata, Cantina di Ruscìo e Terrapremiata, testimonianza di un territorio più piccolo ma in costante crescita sul piano qualitativo.

Un mosaico di territori e vitigni autoctoni

Nel complesso, la presenza marchigiana al Vinitaly offrirà una panoramica completa della viticoltura regionale, fondata in larga parte sui vitigni autoctoni che negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare l’identità del vino marchigiano: dal Verdicchio al Pecorino, dalla Passerina al Montepulciano fino al Sangiovese.

La partecipazione delle 107 cantine rappresenta dunque non solo una vetrina commerciale ma anche un momento di promozione territoriale, in cui le Marche si presentano al pubblico internazionale con un’offerta sempre più articolata e riconoscibile. I vini del territorio saranno inoltre al centro di convegni e masterclass organizzati all’interno del Padiglione 7, occasioni di approfondimento dedicate a operatori e stampa specializzata.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.