Dalla prima scossa a oggi, l’associazione ha coinvolto più di 1.500 persone: “Lo sport è socialità e può diventare volano per il turismo di prossimità”.
A nove anni dalla notte del 24 agosto 2016, quando il terremoto sconvolse il Centro Italia, c’è chi ha scelto di non dimenticare e di trasformare il ricordo in azione concreta. L’Unione Sportiva Acli, da sempre attiva nella promozione dello sport come strumento sociale, ha organizzato dal 2021 a oggi oltre 40 camminate sportive nei comuni colpiti dal sisma, coinvolgendo circa 1.500 partecipanti provenienti da tutta Italia.
Le passeggiate hanno toccato luoghi simbolici come Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Accumoli, Treia, Roccafluvione, Montegallo, Castorano, Venarotta, Pioraco e molte altre località che ancora oggi portano i segni delle scosse.
Sport come cura e comunità
“Lo sport – spiegano i dirigenti dell’Unione Sportiva Acli – ha un forte valore aggregante, sociale, formativo ed educativo per tutta la popolazione. Promuoverne la pratica può contribuire alla ripresa delle attività e al ritorno alla normalità nelle aree colpite dal sisma”.
L’idea è stata quella di proporre manifestazioni accessibili a tutte le età, occasioni non competitive per camminare insieme e, al tempo stesso, riscoprire il patrimonio naturalistico, storico e culturale dei borghi feriti ma ancora ricchi di bellezza.
Turismo di prossimità e ricadute economiche
Negli ultimi anni le iniziative si sono concentrate proprio sul turismo lento, con l’obiettivo di attirare persone che vivono a una o due ore di distanza e che spesso non avevano mai visitato questi territori. “Parliamo di un turismo di prossimità – sottolineano da U.S. Acli – che può portare benefici concreti alle attività locali: dai ristoranti ai produttori di specialità tipiche, realtà che hanno bisogno di sostegno anche al di fuori delle stagioni di punta”.
Un cammino che continua
Il progetto ha già dimostrato di saper coniugare sport, memoria e rilancio economico, creando una comunità che cammina insieme verso il futuro. E mentre i paesi colpiti dal terremoto continuano la difficile ricostruzione, iniziative come questa contribuiscono a tenere viva l’attenzione, a rafforzare il tessuto sociale e a trasformare il movimento in speranza.