Thursday 30 April, 2026
HomeMarcheAttualità MarchePorto di Pesaro, scatta la mobilitazione contro il taglio da 11 milioni

Il Sindaco annuncia una manifestazione pubblica per sabato 9 maggio nella Nuova Darsena. Nel mirino il definanziamento della vasca di colmata e del dragaggio: «Non permetteremo questo scippo».

PESARO – La tensione attorno al futuro dello scalo pesarese sale di livello. Dopo le vie formali – con l’invio di lettere ufficiali all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e alla Regione Marche – il sindaco Andrea Biancani passa alla mobilitazione di piazza. L’obiettivo è chiaro: difendere gli 11 milioni di euro destinati a due opere vitali per la sopravvivenza economica del porto: la realizzazione della nuova vasca di colmata e l’atteso dragaggio dei fondali.

L’appuntamento: sabato 9 maggio

La data da segnare sul calendario è sabato 9 maggio, alle ore 12:15, presso la Nuova Darsena. Una scelta non casuale, nel cuore pulsante delle attività marittime, dove il primo cittadino si aspetta di vedere schierati non solo gli operatori del settore e le categorie economiche, ma l’intera cittadinanza.

«Non permetteremo che la città venga scippata di una cifra così ingente – ha dichiarato con fermezza Biancani –. Il porto è un’infrastruttura strategica non solo per l’economia locale, ma per l’identità stessa di Pesaro.»

Un rischio per l’economia e il turismo

Il definanziamento delle risorse rappresenta, secondo l’amministrazione, un colpo potenzialmente letale per il comparto marittimo. Senza il dragaggio, l’operatività dello scalo è a rischio, con ripercussioni dirette su:

Imprese e indotto: centinaia di lavoratori legati alla pesca, alla cantieristica e ai servizi.

Turismo: lo scalo è porta d’accesso per centinaia di diportisti e visitatori.

Sviluppo futuro: la vasca di colmata è l’opera propedeutica fondamentale per ogni ulteriore intervento di ammodernamento.

Responsabilità e burocrazia

Il Sindaco ha tenuto a precisare che le colpe dei ritardi non sono da imputare a Palazzo Civico. I finanziamenti, disponibili da anni, sono rimasti incagliati in lungaggini burocratiche e passaggi non completati dall’Autorità Portuale, ente di competenza statale.

«Oggi il rischio concreto è che queste risorse vengano meno senza che i lavori siano stati nemmeno avviati», incalza Biancani, chiedendo tempi certi e un’assunzione di responsabilità collettiva.

Verso un fronte unico

La battaglia per il porto promette di superare i colori politici. Biancani ha infatti annunciato che inviterà ufficialmente tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, per costruire una posizione unitaria. L’idea è quella di presentarsi davanti agli enti sovraordinati come un territorio compatto, deciso a non cedere su un investimento considerato “il motore” della crescita produttiva e occupazionale della città.

L’invito alla manifestazione è esteso a tutti: istituzioni, lavoratori e semplici cittadini appassionati di mare. La sfida per il rilancio del porto di Pesaro è appena iniziata.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.