Il vino come leva di potere culturale, economico e territoriale, capace di generare valore attraverso identità, relazioni e visione imprenditoriale. È questo il cuore di Wine Power, il libro del docente Gabriele Micozzi, presentato lo scorso 13 aprile a Vinitaly nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino – Delegazione Marche.
L’incontro, ospitato nel padiglione Marche, ha acceso i riflettori sul ruolo delle donne nel comparto vitivinicolo, sempre più protagoniste come custodi del territorio, interpreti della biodiversità e portatrici di nuove visioni imprenditoriali.
Un confronto tra territori e esperienze
Al dibattito hanno partecipato diverse rappresentanti dell’associazione provenienti da tutta Italia: Donatella Cinelli Colombini (Toscana), Roberta Urso (Sicilia), Angela Sini (Emilia-Romagna), Romina Togn (Trentino-Alto Adige) e, per le Marche, Cecilia Giuglielmi e Ondine de la Feld. A coordinare l’incontro la giornalista Manolita Scocco.
Ad aprire i lavori la delegata regionale Nazzarena Ceci, affiancata dal direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini Alberto Mazzoni.
Enoturismo leva strategica
Tra gli interventi istituzionali, quello del vicepresidente della Regione Marche Enrico Rossi, che ha ribadito l’importanza di valorizzare la varietà del territorio marchigiano, dal mare alla montagna, attraverso un sistema di accoglienza sempre più strutturato.
“Le Marche hanno una straordinaria ricchezza paesaggistica che può essere ulteriormente sviluppata anche grazie all’enoturismo”, ha sottolineato Rossi, evidenziando il contributo decisivo delle imprenditrici del settore. Sulla stessa linea la senatrice Elena Leonardi, che ha definito il turismo del vino una risorsa strategica non solo per le aziende ma per l’intero tessuto economico e sociale dei territori.
Un progetto digitale per raccontare le Marche
Nel corso dell’incontro è stato presentato anche un nuovo progetto di marketing territoriale digitale della delegazione marchigiana, pensato per valorizzare socie, cantine e itinerari attraverso una piattaforma moderna e bilingue. “Vogliamo raccontare in modo strutturato il valore dei nostri territori e rendere più visibili le nostre realtà anche a livello internazionale”, ha spiegato Stefania Palazzesi.
L’appuntamento si è concluso con un brindisi conviviale, accompagnato dai vini delle produttrici marchigiane: un momento simbolico che ha unito tradizione, innovazione e spirito di condivisione, confermando il ruolo sempre più centrale delle Donne del Vino nel racconto del made in Italy.


