Thursday 15 October, 2026
Home › Marche › Cultura Marche › La Morte del Giusto compie 50 anni: a Villa Musone un anno di eventi verso il 2027

Dodici iniziative per celebrare il mezzo secolo della Passione Vivente di Villa Musone di Loreto. Dal dialogo con il candidato al Nobel per la Pace Hafez Haidar alla mostra fotografica, fino alla cinquantesima rappresentazione del Venerdì Santo e all’Assemblea nazionale di Europassione per l’Italia.

Mezzo secolo di storia, fede e partecipazione collettiva. Nel 2027 La Morte del Giusto, la Passione Vivente di Villa Musone di Loreto, raggiungerà il traguardo delle cinquanta edizioni, celebrando un’esperienza che nel tempo ha superato i confini della comunità locale per diventare una delle più conosciute rappresentazioni sacre del territorio marchigiano. Per l’occasione, il Centro Turistico Giovanile Valmusone ha presentato sabato 10 ottobre il programma di iniziative che accompagnerà la manifestazione lungo un intero anno, con dodici appuntamenti dedicati alla memoria, alla cultura, al dialogo e alla valorizzazione di una tradizione profondamente radicata nella comunità.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente del CTG Valmusone, Mattia Ciminari, il presidente nazionale di Europassione per l’Italia, Flavio Sialino, e il vicepresidente Loris Ascani. Proprio la dimensione nazionale sarà uno degli elementi caratterizzanti delle celebrazioni: dal 21 al 23 maggio, infatti, Loreto ospiterà l’Assemblea nazionale di Europassione per l’Italia, il circuito che riunisce le associazioni impegnate nelle Sacre Rappresentazioni italiane e nel percorso condiviso verso il riconoscimento come Patrimonio culturale immateriale UNESCO.

Un programma tra memoria, cultura e dialogo

Il calendario prenderà il via il 27 novembre con una serata dedicata alla proiezione del video storico della prima edizione, per ripercorrere le origini di una manifestazione che ha saputo rinnovarsi senza perdere la propria identità. A dicembre sarà invece la musica a scandire il percorso celebrativo, con un concerto d’organo nella chiesa di San Flaviano.

Tra gennaio e marzo si svilupperà un ciclo di incontri dedicati alla riflessione e all’approfondimento. Tra gli ospiti attesi figura Hafez Haidar, arabista libanese candidato al Premio Nobel per la Pace, che dialogherà con Rita Coruzzi sul libro L’uomo della Pace. Seguirà una performance musicale e recitata con I Divivaluce e Viviana De Marco, dedicata alla forza del dialogo e della pace attraverso la figura di San Francesco e il rapporto tra le diverse Chiese cristiane. Il ciclo si concluderà con l’incontro Sindone e Resurrezione, affidato al sindonologo Fabio Quadrini.

La ricorrenza sarà anche l’occasione per raccogliere e tramandare la storia della Passione Vivente attraverso un volume commemorativo, la cui presentazione è prevista per il 28 febbraio, e una mostra fotografica allestita nel periodo pasquale. Due iniziative che restituiranno il percorso compiuto dalla manifestazione attraverso immagini, testimonianze e momenti significativi di cinque decenni.

Il Venerdì Santo al centro delle celebrazioni

Il momento più atteso sarà naturalmente la cinquantesima edizione de La Morte del Giusto, in programma il 26 marzo, Venerdì Santo. Accanto alla rappresentazione principale, uno spazio importante sarà riservato alle nuove generazioni con Grandi come Bambini, la Passione Vivente interpretata dai ragazzi e diventata negli ultimi sei anni un appuntamento fisso della Domenica delle Palme, che nel 2027 cadrà il 21 marzo.

Il programma proseguirà in primavera con altre iniziative rivolte alla comunità. Il 10 aprile sarà dedicato a un momento pubblico di ringraziamento per i volontari che, nel corso dei decenni, hanno contribuito alla realizzazione della rappresentazione. Il 7 maggio tornerà invece Giò Madonnari, l’iniziativa realizzata in collaborazione con le scuole, che per l’occasione coinvolgerà i partecipanti sul tema dei cinquant’anni della Passione.

Il percorso celebrativo si concluderà a giugno con una tavola rotonda dedicata al cammino verso il riconoscimento UNESCO, alla presenza delle associazioni aderenti a Europassione per l’Italia, studiosi ed esperti impegnati nella valorizzazione delle Sacre Rappresentazioni.

Una storia nata nel 1978, diventata patrimonio di una comunità

Le origini della manifestazione risalgono al 1978, quando Padre Valentino Lanfranchi, allora giovane viceparroco di Villa Musone, ebbe l’idea di portare fuori dall’oratorio il racconto della Passione di Cristo, trasformandolo in una rappresentazione capace di coinvolgere direttamente la comunità. Da quella prima esperienza è nata una tradizione che, anno dopo anno, ha consolidato la propria identità e ampliato la partecipazione.

Oggi La Morte del Giusto coinvolge oltre 300 figuranti in costume e circa 470 persone tra volontari, organizzatori e membri della comunità di Villa Musone. Migliaia di spettatori raggiungono ogni anno Loreto anche da fuori regione per assistere alla rappresentazione, che unisce la narrazione evangelica a una riflessione più ampia sulle sofferenze degli innocenti e dei giusti nel mondo.

Un significato sottolineato anche dal neo-parroco di San Flaviano, Luigi Colleoni, che si è soffermato sulla scelta del titolo, capace di mettere in relazione il racconto della Passione con una domanda che attraversa la storia e l’attualità. Il sindaco di Loreto, Moreno Pieroni, ha invece evidenziato il contributo della manifestazione alla promozione dell’immagine delle Marche, mentre l’assessore al Turismo Francesca Carli ha richiamato il lavoro portato avanti per la candidatura UNESCO.

Il cinquantesimo anniversario diventa così non soltanto una ricorrenza, ma un’occasione per riconoscere il valore culturale e sociale di un’esperienza costruita nel tempo grazie all’impegno di intere generazioni. Un patrimonio vivo, che guarda al futuro attraverso il coinvolgimento dei giovani, il confronto con altre realtà italiane e la volontà di trasmettere alle nuove generazioni una storia collettiva iniziata quasi cinquant’anni fa.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.