Denunciata una banda di quattro persone a Pedaso. La vittima è il parroco di Montefiore dell’Aso, raggirato per quasi 5.000 euro. Sequestrato il conto dei malviventi
I Carabinieri sono in prima linea contro i reati predatori e le truffe informatiche, crimini odiosi che colpiscono l’economia e la fiducia dei cittadini, minando la convivenza civile.
Il raggiro al parroco e il finto sms/chiamata bancaria
L’operazione di polizia giudiziaria, condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Pedaso (FM), è scattata a seguito di una denuncia formalizzata lo scorso marzo. La vicenda ha visto come vittima il parroco pro tempore della parrocchia di Montefiore dell’Aso (AP), finito al centro di un inganno meticolosamente orchestrato.
Le indagini e l’identificazione della banda
Le indagini, avviate tempestivamente dai Carabinieri di Pedaso, si sono avvalse di un’approfondita analisi della documentazione bancaria e dei tabulati telefonici. Questo meticoloso incrocio di dati ha permesso di risalire ai reali titolari e utilizzatori del conto su cui erano confluiti i soldi sottratti.
I militari hanno quindi denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, per il reato di truffa in concorso, quattro persone, tutte già note alle forze dell’ordine per precedenti specifici:
- Una donna barese di 42 anni;
- Una donna napoletana di 37 anni;
- Un uomo napoletano di 48 anni;
- Un cittadino pakistano di 30 anni, residente a Napoli.
Il sequestro del conto e l’appello dell’Arma
Grazie alla rapidità dell’intervento dei Carabinieri, il conto corrente utilizzato per ricevere il provento dell’illecito è stato posto sotto sequestro, permettendo così di cristallizzare le prove a carico del gruppo criminale.
Questo importante risultato operativo testimonia il costante impegno dell’Arma nel garantire un territorio sicuro. I Carabinieri ribadiscono, ancora una volta, che la vigilanza attiva e la collaborazione dei cittadini nel denunciare tempestivamente ogni sospetto sono strumenti indispensabili per contrastare questi fenomeni. Rafforzare la cultura della legalità significa proteggere le fasce più esposte della popolazione e assicurare che la giustizia possa fare il suo corso, restituendo serenità e sicurezza alla comunità civile.



