Tuesday 7 July, 2026
HomeMarcheCultura MarcheCabernardi sold out per “Pane e zolfo”: il film di Gillo Pontecorvo emoziona

Una platea gremita, lunghi applausi e un’emozione condivisa. È stato un vero e proprio successo l’appuntamento dedicato a “Pane e zolfo“, il cortometraggio di Gillo Pontecorvo che racconta la storia dei minatori di Cabernardi e della loro lotta, tornato a vivere grazie a un importante lavoro di recupero e digitalizzazione.

La giornata, promossa dal Comune di Sassoferrato, dall’Associazione culturale “La Miniera” ODV e dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, ha richiamato cittadini, turisti, discendenti dei minatori e appassionati di cinema, confermando il forte legame del territorio con una delle pagine più significative della sua storia.

La prima proiezione della versione restaurata

Momento centrale dell’iniziativa è stata la prima visione pubblica della versione digitalizzata di “Pane e zolfo” (1956), recuperata dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission grazie all’intervento del laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, che ha lavorato sull’unica copia a colori esistente del film.

La proiezione serale ha restituito al pubblico non solo un’opera cinematografica di grande valore, ma anche un prezioso documento storico capace di riportare alla luce volti, testimonianze e memorie della comunità mineraria di Cabernardi.

Il cortometraggio racconta infatti la vicenda dei cosiddetti “Sepolti Vivi“, i minatori che nel 1952 occuparono la miniera per protestare contro la sua chiusura, dando vita a una delle più importanti lotte operaie delle Marche.

«Qui c’è già l’anima di mio padre»

Tra gli ospiti della giornata anche Marco Pontecorvo, regista e figlio del grande cineasta.

«Per me è un’esperienza e un’emozione particolare – ha raccontato –. Qui si entra in un mondo che non conoscevo e in un’epoca molto lontana, quella in cui mio padre stava iniziando il suo percorso. Eppure in questo lavoro c’è già un’anima, uno sguardo, che è rimasto il suo e che si riconosce chiaramente».

Soddisfatto anche il sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa per la comunità. «Poter rivedere oggi questo film a colori significa riscoprire un patrimonio straordinario e restituire nuova forza a una memoria che continua a essere parte della nostra identità».

Il programma si è aperto con visite guidate nel centro storico di Sassoferrato e alla comunità mineraria di Cantarino e Cabernardi, per poi proseguire nel pomeriggio con il talk “Voci dalla miniera”, moderato dall’ex direttore de Il Sole 24 Ore Alberto Orioli.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini, Marco Pontecorvo e, in collegamento video, l’illustratore e regista Simone Massi.

«L’impegno più grande è quello della comunità di Sassoferrato – ha dichiarato Agostini –. Come Fondazione lavoriamo per preservare, valorizzare e rendere accessibile il patrimonio audiovisivo delle Marche».

La serata si è conclusa con la proiezione del documentario “Macchina Continua” di Ruben Gagliardini, dedicato alla storia della cartiera di Fabriano, in un ideale passaggio di testimone tra le grandi vicende industriali del territorio marchigiano.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.