Wednesday 21 February, 2024
HomeMangia e beviStoria e segreti della minestra reale, regina dei pranzi marchigiani

La così nota minestra al sacco, pasta reale, pasta imperiale o minestra dell’imperatore, è una tipica ricetta marchigiana.

Originaria delle province di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno, il colorato piatto si è diffuso nei decenni in tutte le Marche, diventandone una protagonista della tradizione enogastronomica regionale.

Le sue radici affondano nella passata realtà contadina, come testimoniato dagli ingredienti che ne permettono la realizzazione. Prodotti semplici e della terra che venivano meticolosamente cucinati insieme dalle “donne di casa” per momenti di festa o ricorrenze.

Per questo, una sua variante etimologica le attribuisce il nobile aggettivo “reale“. Come la storia popolare racconta, essa veniva infatti preparata per eventi specifici, come i matrimoni. che vedevano arrivare nelle case di campagna innumerevoli ospiti.

L’appellativo di minestra “al sacco” deriva invece dalla sua modalità di preparazione, che prevede l’utilizzo di un particolare sacco di cotone durante la cottura.

Dall’impasto ai colori, i segreti per prepararla

Dopo aver rotto le uova, si aggiungono parmigiano, farina, sale e burro sciolto, mescolati insieme fino a raggiungere un morbido impasto. La ricetta può variare in base alle zone, e non solo. Ogni famiglia ne custodisce infatti una sua versione che potrebbe prevedere la presenza o l’assenza di qualche ingrediente.

Alla prima fase di preparazione, segue quella più colorata. Si divide infatti l’impasto in base ai colori che si vogliono riprodurre. In genere, si aggiunge concentrato di pomodoro per dare colore rosso, gli spinaci per il verde, le carote per l’arancione e l’albume dell’uovo per il bianco.

Aggiunti i colorati ingredienti, i panetti ottenuti vengono inseriti all’interno del sacco di cotone, per poi essere messi a bollire in acqua bollente per almeno tre ore.
Una volta raggiunta la cottura vengono lasciati raffreddare per poi essere tagliati in piccoli quadratini.

Un brodo di carne, generalmente di gallina o di tacchino, il tradizionale accompagnatore dei colorati quadratini.

Vista la lunga e meticolosa preparazione, vi è la tendenza a prepararne ogni volta in grande quantità. Per questo, una parte dei colorati quadratini tagliati finisce sempre in un piccolo sacchetto nel congelatore, pronti per essere cotti nel brodo in un secondo momento.

Come prevede la tradizione, dopo un abbondante piatto di minestra al sacco, il pasto continua con la carne lessata nel brodo ed un buon piatto di insalata russa.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio.