Si chiude con numeri solidi e un rinnovato slancio internazionale la 58ª edizione di Vinitaly, che ha portato a Veronafiere oltre 90mila presenze provenienti da 135 Paesi. Un risultato che, in un contesto geopolitico complesso, conferma il ruolo strategico della manifestazione per il settore vitivinicolo italiano.
Con circa 4mila aziende espositrici e un quartiere fieristico completamente occupato, l’edizione 2026 ha registrato una quota internazionale pari al 26% del totale, segnando un incremento nel numero di nazioni rappresentate rispetto allo scorso anno. Tra i dati più rilevanti, la partecipazione di oltre mille top buyer da più di 70 Paesi, selezionati in collaborazione con ITA Agenzia.
Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, sottolinea come il risultato non fosse scontato: la manifestazione ha dimostrato la capacità di attrarre operatori qualificati e di rappresentare efficacemente i principali mercati, consolidandosi come piattaforma per l’internazionalizzazione del vino italiano.
Mercati consolidati e nuove opportunità
Tra le aree di riferimento si confermano Europa e Nord America, con una forte presenza da Germania, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Parallelamente, cresce l’interesse da mercati emergenti ad alto potenziale come Cina, Brasile, India e Australia, insieme a nuove aree in espansione come il Sud-est asiatico e l’Africa.
Segnali positivi arrivano anche dall’Europa orientale, con una partecipazione significativa dell’Ucraina, mentre Paesi come Giappone e Vietnam si distinguono per dinamismo e attenzione verso il made in Italy.
Strategie di crescita e sviluppo internazionale
Per Gianni Bruno, la manifestazione conferma solidità organizzativa e capacità di adattamento. L’internazionalizzazione resta una priorità: sono già in programma nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada e Australia, oltre al rafforzamento della presenza in Brasile.
Accanto al business, Vinitaly continua a puntare sull’esperienza del pubblico. Il fuori salone “Vinitaly and the City” ha registrato 50mila token degustazione e prosegue il suo sviluppo itinerante: dopo la Calabria, farà tappa nelle Marche, ad Ancona, ampliando il dialogo con i consumatori, in particolare i più giovani.
Il palinsesto ha contato quasi 100 eventi ufficiali tra degustazioni e convegni, oltre a migliaia di iniziative organizzate direttamente dagli espositori. Tra le novità, il rafforzamento di progetti come NoLo – Vinitaly Experience, Xcellent Spirits e Vinitaly Tourism, sempre più integrati nell’offerta complessiva.
Un hub istituzionale per il settore
Vinitaly si conferma anche luogo di confronto tra imprese e istituzioni. Il Tavolo Vino ha affrontato temi cruciali come export, politiche europee e dinamiche di consumo. Numerose le presenze istituzionali, tra cui il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a diversi ministri del governo.
Archiviata l’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto al futuro: la 59ª edizione di Vinitaly tornerà a Verona dall’11 al 14 aprile, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il ruolo della fiera come motore di sviluppo e promozione del vino italiano nel mondo.



