Friday 30 January, 2026
HomeItaliaAttualità ItaliaVinitaly 2026: buyer da 70 Paesi, nuovi format e focus su enoturismo per la 58° edizione

La 58ª edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, si presenta con un quartiere espositivo già al completo e una strategia rafforzata per sostenere il vino italiano sui mercati globali.

Vinitaly 2026 alza l’asticella e rilancia il proprio ruolo di piattaforma internazionale di riferimento per il vino italiano. I dettagli della prossima edizione delineano una manifestazione sempre più orientata al business qualificato, all’internazionalizzazione e all’evoluzione dei consumi, senza rinunciare al dialogo con i territori e la ristorazione.

Con oltre 70 Paesi target coinvolti nel piano di incoming profilato, sviluppato in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency, e un calendario di contenuti in costante espansione, la 58ª edizione si svolgerà a Veronafiere dal 12 al 15 aprile, preceduta come da tradizione dagli eventi di anteprima.

Vinitaly come piattaforma globale del vino italiano

«Vinitaly non è solo una fiera internazionale, è la piattaforma globale del vino italiano che interpreta l’evoluzione del settore», sottolinea il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. In un contesto economico complesso, l’obiettivo dichiarato è quello di superare gli oltre 18.500 incontri B2B organizzati nel 2025, rafforzando una proposta sempre più allineata alle aspettative delle aziende e alle tendenze di mercato.

Un modello che punta a mettere in connessione aziende, buyer e istituzioni all’interno di un unico appuntamento capace di rappresentare l’intera filiera del Made in Italy enologico.

No-Lo e Spirits: nuovi format, nuovi spazi

Tra le principali novità di Vinitaly 2026 spicca lo sviluppo di NoLo – Vinitaly Experience, in partnership con Unione italiana vini. Dopo il progetto pilota dello scorso anno, i contenuti dedicati ai prodotti No e Low Alcohol troveranno spazio in una nuova area espositiva dedicata, al secondo piano del Palaexpo, che riunirà l’intera filiera: dai produttori alle tecnologie.

Confermata l’Enoteca, mentre è in fase di completamento il palinsesto di degustazioni, masterclass e focus formativi, con approfondimenti che spaziano dalla produzione al consumo fino alle dinamiche di mercato di un segmento in forte crescita.

Si rinnova anche Xcellent Spirits, che debutta con un intero padiglione da mille metri quadrati nell’area C. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Gang of Spirits, mira a creare una connessione strutturata tra il mondo del vino e quello dei distillati, con masterclass internazionali dedicate ai trend globali del settore Spirits e Mixology.

Vinitaly Tourism si consolida e diventa strutturale

L’enoturismo entra definitivamente nel cuore della manifestazione. Vinitaly Tourism si consolida anche a livello espositivo e torna con un calendario quotidiano di convegni, talk, ricerche e best practice, affiancato da un piano di incoming dedicato a buyer e tour operator specializzati.

Oltre agli incontri B2B al business point del Palaexpo e agli stand delle aziende, territori e cantine potranno attivare, insieme a Veronafiere, pacchetti experience su misura per buyer europei, realizzati prima o dopo la manifestazione.

Digitale e layout: più connessioni, più efficienza

L’evoluzione passerà anche dai servizi digitali. L’app Vinitaly Plus, che nel 2025 ha registrato 412mila visualizzazioni e raccolto una library di oltre 19mila vini di 4.000 aziende, diventa sempre più centrale per il business bidirezionale. Da quest’anno, infatti, le cantine espositrici potranno contattare direttamente i buyer e costruire la propria agenda in fiera in modo proattivo.

Sul fronte del layout espositivo, Vinitaly 2026 introduce alcuni aggiustamenti strategici: l’Umbria debutta con un nuovo spazio regionale identitario nel padiglione D, mentre il padiglione 2 ricompatta l’intera offerta della Sicilia.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.