Friday 14 June, 2024
HomeItaliaAttualità ItaliaLa Russa sull’attentato di Via Rasella: “Pagina tutt’altro che nobile della Resistenza”

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa risponde alla critiche alla premier Meloni per una sua frase sul massacro delle Fosse Ardeatine, commentando l’attentato di Via Rasella: “Furono uccisi semi pensionati di una banda musicale, non nazisti SS”. La replica dell’Anpi: “Parole indegne”

Via Rasella è stata una pagina tutt’altro che nobile della resistenza, quelli uccisi furono una banda musicale di semi pensionati e non nazisti delle SS, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani, antifascisti e non”. Sono le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa a Terraverso, il podcast di Libero, rispondendo sulle critiche alla presidente del Consiglio Meloni circa i tragici eventi delle Fosse Ardeatine riferito a “morti italiani”.

La seconda carica dello Stato, ed esponente di Fratelli d’Italia, ha poi aggiunto: “Un attacco pretestuoso. Tutti sanno che i nazisti hanno assassinato detenuti, anche politici, ebrei, antifascisti e persone rastrellate a casa, certo non gente che collaborava con loro”.

E sulla festa di Liberazione del 25 aprile, La Russa ha aggiunto: “Non sarà il primo 25 aprile che celebro, sono andato da ministro della Difesa a rendere omaggio al monumento dei partigiani, ho portato un mazzo di fiori a tutti i partigiani, anche a quello rossi che come è noto non volevano un’Italia libera e democratica, ma volevano un’Italia comunista. Chi muore per un’idea e per una scelta ideale, non può mai essere oggetto di avversione”.

Dure sono le reazioni dell’Anpi alle dichiarazioni del presidente del Senato circa gli avvenimento di Via Rasella. “Le parole di La Russa sono semplicemente indegne per l’alta carica che ricopre e rappresentano un ennesimo gravissimo strappo teso ad assolvere il fascismo e delegittimare la Resistenza”, ha dichiarato il presidente nazionale Anpi, Giancarlo Pagliarulo.

Il terzo battaglione del Polizeiregiment colpito a Via Rasella mentre sfilava armato fino ai denti – ha ricordato Pagliarulo – stava completando l’addestramento per andare poi a combattere gli Alleati e i partigiani, come avvenne. Gli altri due battaglioni erano da tempo impegnati in Istria e Veneto contro i partigiani”.

L’attacco di Via Rasella, pubblicamente elogiato dai comando angloamericani – come affermato dal presidente dell’Anpi – fu la più importante azione di guerra realizzata in una capitale europea. Dopo la presidente del Consiglio, anche il presidente del Senato fa finta di ignorare che non furono i soli nazisti ad organizzare il massacro delle Fosse Ardeatine, perché ebbero il fondamentale supporto di autorità fasciste italiane”.

Anche le repliche dell’opposizione, alle dichiarazioni di La Russa, non si sono fatte attendere. “Il presidente del Senato insiste nell’operazione di voler riscrivere la storia – ha dichiarato Osvaldo Napoli di Azione, attraverso una nota – con grave danno per la credibilità dell’Italia e delle sue istituzioni delle quali, è bene ricordarlo, egli è espressione rilevante”.

Napoli ricorda poi il percorso giudiziario sulla vicenda: “Con sentenza del 7 agosto 2007, la Corte di Cassazione ha chiarito che i militari nazisti uccisi in Via Rasella erano soggetti pienamente atti alle armi, tra i 26  i 43 anni, dotati di sei bombe e Maschinenpistolen e non dei musicanti pensionati alto-atesini, come sostiene La Russa”.

Dura replica anche quella di Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd che ritiene assolutamente “grave che il Presidente del Senato, seconda carica di uno Stato nato dalla Resistenza e dalla guerra di liberazione, parli di Via Rasella e della lotta partigiana nel modo in cui lo ha fatto nell’intervista a Libero. Siamo di fronte ad un esempio di revisionismo storico che, sposa il punto di vista dei fascisti. Mi dispiace per La Russa ma non è accettabile mettere sullo stesso piano i partigiani che combattevano per liberare l’Italia e i nazifascisti”.

Di fronte a questa “messa alla gogna” del presidente del Senato, lo stesso La Russa ha duramente replicato: “Confermo parola per parola la mia condanna durissima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine che solo pochi giorni fa ho definito una delle pagine più brutali della nostra storia. Confermo, altresì, che a innescare l’odiosa rappresaglia nazista fu l’uccisione di una banda di altoatesini nazisti e sottolineo che tale azione non è stata da me definita “ingloriosa” bensì “tra le meno gloriose della Resistenza”.

Autore

Andrea Bocchini

Classe ’98. Laureato in Comunicazione giornalistica, pubblica e d’impresa a Bologna. La mia più grande passione, il giornalismo. Scrivere, leggere e viaggiare i miei più grandi interessi. Il mio amore musicale, Fabrizio de Andre, il mio motto: “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria”.