VILLARICCA (NA) – Sembravano peluche pronti per essere scartati, ma erano esseri viventi pronti per essere venduti al miglior offerente, stipati tra liquami ed escrementi. I Carabinieri della stazione di Villaricca hanno smantellato un vero e proprio allevamento abusivo di barboncini toy, allestito illegalmente sul solaio di un edificio nel pieno centro cittadino.
La vetrina social e il business “giocattolo”
Il meccanismo era ben oliato e sfruttava la potenza dei social media, in particolare TikTok, per attirare clienti da tutta la provincia. Video accattivanti, musetti teneri e musica di sottofondo per pubblicizzare la vendita di una delle razze più ricercate del momento. I prezzi oscillavano tra i 1.000 e i 1.200 euro per esemplare: un giro d’affari vertiginoso alimentato dalla moda dei cani “da borsetta”.
Oltre lo schermo: la realtà del lager
Quello che i video non mostravano era l’ambiente in cui i 26 barboncini erano costretti a sopravvivere in attesa di un acquirente. I militari, intervenuti insieme al personale dell’ASL Napoli 2 di Marano, si sono trovati di fronte a un complesso in muratura non autorizzato, composto da gabbie recintate e ambienti angusti.
Nonostante la presenza di lampade riscaldanti per i cuccioli neonati – unico accorgimento per preservare la “merce” – i cani vivevano in condizioni igieniche disastrose:
- Ambienti promiscui: Animali ammassati in spazi ristretti.
- Degrado: Presenza diffusa di liquami ed escrementi sulle superfici.
- Abusivismo totale: La struttura era un dedalo di cemento costruito senza alcun permesso edilizio o sanitario.
Sequestro e denunce
L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’intera area e degli animali. Il “titolare” dell’allevamento, che gestiva il pet-shop abusivo e la relativa vetrina digitale, è stato denunciato a piede libero.
I 26 piccoli ospiti sono stati tratti in salvo e affidati alle cure del servizio veterinario dell’ASL, che si occuperà di monitorare il loro stato di salute. L’intervento conferma la necessità di vigilare sul commercio online di animali, spesso paravento per sfruttamento e maltrattamenti che restano invisibili dietro il filtro di uno smartphone.



