I militari italiani bloccati da coloni israeliani nei pressi di Hebron. Il Generale Luongo: “Hanno evitato il peggio non cedendo alle provocazioni”
GERUSALEMME – Un episodio di altissima tensione ha coinvolto nelle ultime ore due carabinieri in servizio presso il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme. I militari, impegnati in un’attività istituzionale in Cisgiordania, sono rimasti vittime di un grave atto intimidatorio da parte di un gruppo di coloni israeliani, un evento che ha rischiato di innescare una crisi diplomatica e di sicurezza ancora più profonda.
La dinamica dell’incidente
Secondo le ricostruzioni, i due carabinieri stavano transitando a bordo di un veicolo con targa diplomatica nei pressi di Hebron, una delle zone più calde della West Bank, quando sono stati intercettati e circondati. Gli aggressori avrebbero tentato di impedire il transito del mezzo, colpendo l’auto e rivolgendo minacce dirette ai militari.
Nonostante l’escalation di violenza verbale e fisica contro la vettura, i carabinieri hanno mantenuto il sangue freddo, applicando i protocolli di de-escalation previsti per le aree di crisi. Una condotta che ha permesso di gestire il momento critico senza ricorrere all’uso della forza, evitando che l’intimidazione sfociasse in uno scontro a fuoco o in conseguenze tragiche.
La nota del Comando Generale dell’Arma
Sull’accaduto è intervenuto personalmente il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, che ha voluto manifestare la sua vicinanza ai militari coinvolti.
“I militari dell’Arma hanno dimostrato, ancora una volta, grande delicatezza, coraggio e professionalità, evitando di cadere nelle provocazioni e scongiurando così il degenerare della situazione”, ha affermato il Generale Luongo.
Il Comandante Generale ha contattato telefonicamente i due operatori per esprimere la solidarietà di tutta l’Istituzione, sottolineando come la loro condotta sia stata fondamentale per preservare non solo la propria incolumità, ma anche l’integrità della missione diplomatica italiana in un territorio martoriato dai conflitti.
Il ruolo dei Carabinieri in Terra Santa
I Carabinieri presenti a Gerusalemme non svolgono solo compiti di scorta e tutela del Consolato, ma sono parte integrante della presenza italiana volta a favorire il dialogo e la stabilità. Operare in Cisgiordania richiede una preparazione specifica per gestire le frizioni costanti tra comunità locali e insediamenti, in un clima di crescente ostilità.
L’episodio è ora al vaglio delle autorità diplomatiche italiane, che hanno avviato i necessari contatti con le controparti locali per garantire che simili atti intimidatori contro personale protetto da immunità diplomatica non si ripetano.


