Dava accesso a contenuti adiovisivi a pagamento.
Con un sistema sofisticato che riusciva a bloccare la tracciabilità dei pagamenti, l’app denominata “Cinemagol” dava la possibilità a migliaia di persone, di accedere a contenti a pagamento su Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify. Il costo degli abbonamenti, a “prezzi stracciati”, andava dai 40 ai 130 euro l’anno e variava in base al pacchetto scelto. I pagamenti evitavano qualsiasi traccibilità, essendo effettuati in criptovalute.
Una prima stima parla di un danno di oltre 300 milioni subitii dalle piattaforme colpite da questa azione di autentica pirateria, Ovviamente sono previste conseguenze per coloro che hanno usufruito dell’azione di pirateria, aggirando l’ostacolo, acqquistando a cifre irrisorie gli abbonamenti: i primi utenti, sparsi ovunque nella penisola, rintracciati rischiano sanzioni dai 154 ai 5.000 euro.
La maxi operazione della Gardia di Finanza a oltre 100 perquisizioni e sequestri, non solo in Italia, ma anche in Francia e Germania e migliaia di soggetti coinvolti. L’operazione è nata dall’attività di monitoraggio dei social, nella quale si è scoperto che l’app ‘Cinemagoal’ dava accesso ad un server estero che decriptava i contenuti audiovisivi scelti: la tecnologia, molto avanzata, prevedeva poi macchine virtuali che captavano i codici originali di abbonametnti regolari e li ritrasmettevano.
(foto di repertorio)



