Wednesday 14 January, 2026
HomeItaliaCronaca ItaliaOmicidio di Malcontenta: arrestato il secondo complice. La vittima sequestrata e giustiziata in un campo

Svolta nelle indagini sul delitto del 31 dicembre. In manette un 38enne di Spinea: insieme a un complice avrebbe pianificato l’esecuzione e scelto il luogo del ritrovamento già il giorno prima

VENEZIA – Il cerchio si è chiuso. All’alba di oggi, 14 gennaio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Venezia hanno arrestato il presunto secondo responsabile dell’omicidio del 25enne di origini moldave, il cui corpo era stato rinvenuto senza vita la mattina di San Silvestro in un terreno agricolo a Malcontenta, frazione di Mira.

In manette è finito un 38enne residente a Spinea, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è accusato di aver agito in concorso con un’altra persona, già assicurata alla giustizia lo scorso 6 gennaio. Per lui il GIP del Tribunale di Venezia, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere.

La ricostruzione: un’esecuzione spietata

Le indagini, condotte con metodi tradizionali e supporto tecnologico, hanno portato alla luce un quadro agghiacciante. Non si è trattato di un tragico imprevisto, ma di un’azione pianificata nei minimi dettagli.

  • Il sequestro: Nella notte del 31 dicembre, a Chirignago, la vittima è stata sorpresa all’uscita di un bar. Sotto la minaccia di una pistola, il giovane è stato costretto con la forza a salire su un’auto.
  • L’omicidio: Il 25enne è stato trasportato in una zona isolata di campagna. Lì è stato ucciso con un colpo di pistola ravvicinato alla testa e abbandonato tra i campi.
  • Il sopralluogo: L’elemento più inquietante emerso dall’inchiesta riguarda la premeditazione. Secondo gli inquirenti, i due indagati avrebbero effettuato un sopralluogo nell’area di Malcontenta già la sera del 30 dicembre, ventiquattr’ore prima del delitto, proprio per individuare il punto esatto dove compiere l’esecuzione o sbarazzarsi del corpo.

“Personalità priva di freni inibitori”

Il 38enne di Spinea è stato trasferito presso la casa circondariale “Santa Maria Maggiore” di Venezia. Il giudice ha motivato la necessità della custodia in carcere citando l’estrema pericolosità del soggetto, descritto come una personalità “priva di freni inibitori”, evidenziando un concreto pericolo di reiterazione di reati della stessa gravità.

Nonostante il solido quadro indiziario raccolto dai Carabinieri e coordinato dalla Procura lagunare, l’indagato resta da considerarsi presunto innocente fino a una sentenza definitiva, essendo il procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.