Tuesday 27 January, 2026
HomeItaliaCronaca ItaliaOmicidio al Parco Rosmarino: svolta nelle indagini, arrestato un 38enne

CARBONIA – A meno di dieci giorni dal drammatico ritrovamento del cadavere di un uomo di 53 anni all’interno del Parco Rosmarino, le indagini hanno subito un’accelerazione decisiva. All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Carbonia, supportati dal Nucleo Investigativo di Cagliari, hanno tratto in arresto un 38enne disoccupato del luogo, già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le accuse formulate dal GIP del Tribunale di Cagliari sono pesantissime: omicidio volontario premeditato, rapina aggravata e tentata distruzione di cadavere.

La ricostruzione del delitto: una trappola mortale

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari, la vittima sarebbe stata attirata nel parco con l’inganno. Il pretesto sarebbe stato un incontro legato alla cessione di stupefacenti, rivelatosi però una vera e propria imboscata.

L’aggressione è stata descritta dagli inquirenti come di una “inaudita violenza”. L’autopsia ha infatti confermato la ferocia del killer:

  • Tredici ferite da taglio inferte alla vittima;
  • Lesioni letali agli organi vitali;
  • Una profonda ferita alla gola.

Dopo aver ucciso il 53enne, l’aggressore si sarebbe impossessato del suo portafoglio e del cellulare. Prima di fuggire, avrebbe tentato di dare fuoco al corpo utilizzando una busta di rifiuti, un intento fallito solo grazie al rapido intervento dei soccorritori nella notte tra il 16 e il 17 gennaio.

Le prove: telecamere e tracce ematiche

Il cerchio attorno al 38enne si è stretto grazie a un meticoloso lavoro d’incrocio dei dati. I Carabinieri hanno analizzato:

  1. Tabulati telefonici: per ricostruire i contatti tra i due prima dell’incontro.
  2. Videosorveglianza: i filmati cittadini hanno ripreso i movimenti del presunto killer.
  3. Testimonianze: raccolte da persone informate sui fatti.

La prova regina sarebbe arrivata durante la perquisizione nell’abitazione dell’indagato, dove i militari hanno rinvenuto indumenti sporchi di sangue, compatibili con quelli visibili nei filmati delle telecamere mentre l’uomo si allontanava dalla scena del crimine.

L’arrestato, dopo le formalità di rito presso la Compagnia di Carbonia, è stato trasferito in carcere. Sebbene il quadro probatorio sia definito “grave e convergente”, è doveroso ricordare che l’indagato resta da considerarsi innocente fino a un eventuale terzo grado di giudizio.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.