Wednesday 4 March, 2026
HomeItaliaCronaca ItaliaMafia: confiscato l’ultimo covo di Messina Denaro. Sotto scacco il patrimonio del fiancheggiatore

CAMPOBELLO DI MAZARA – Lo Stato assesta un altro colpo decisivo alla rete di protezione che per anni ha garantito la latitanza di Matteo Messina Denaro. I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Trapani, colpendo direttamente i beni di uno dei principali fiancheggiatori del boss defunto.

Sigilli al covo e all’auto del boss

Il provvedimento rappresenta l’epilogo di un complesso iter giudiziario iniziato nel marzo 2025 con il sequestro preventivo dei beni. Al centro dell’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, ci sono i simboli stessi dell’ultima fase della latitanza del “capo dei capi”:

  • L’appartamento di Campobello di Mazara: l’immobile che funse da ultimo rifugio sicuro per Messina Denaro prima della cattura.
  • L’autovettura: il mezzo utilizzato dal latitante per i suoi spostamenti sul territorio, fondamentale per mantenere i contatti e gestire la sua operatività quotidiana.

Sorveglianza speciale per il prestanome

Oltre alla sottrazione definitiva dei beni materiali, il Tribunale ha adottato misure rigorose anche sul piano personale. Nei confronti del fiancheggiatore è stata infatti disposta la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di quattro anni. L’uomo avrà l’obbligo di soggiorno nel proprio comune di residenza, una misura volta a neutralizzare la sua pericolosità sociale e a recidere i legami con l’ambiente criminale.

L’offensiva dei flussi finanziari

Questa operazione si inserisce nella più ampia strategia di contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata. Come sottolineato dalle Fiamme Gialle, l’obiettivo non è solo la cattura dei singoli affiliati, ma l’aggressione sistematica alle ricchezze accumulate illecitamente, prosciugando le risorse che alimentano il potere mafioso sul territorio.

L’azione congiunta tra la Guardia di Finanza e la Procura di Palermo ribadisce un concetto chiaro: la lotta alla mafia passa inevitabilmente per il controllo del territorio e la confisca dei patrimoni, trasformando i simboli del potere criminale in asset restituiti alla collettività.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.