Thursday 21 May, 2026
HomeItaliaCronaca ItaliaCastelvetrano, scoperto ippodromo abusivo: 5 misure cautelari per corse clandestine e doping

CASTELVETRANO (TRAPANI) – Un vero e proprio circuito ippico illegale, con tanto di calendario corse, scuderie associate e scommesse gestite via chat, è stato smantellato a Castelvetrano. Su richiesta della Procura della Repubblica di Marsala, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti cittadini italiani, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla promozione di competizioni clandestine, maltrattamento di animali e doping.

I provvedimenti prevedono un divieto di dimora in Sicilia e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati risiedono tra Palermo, Castelvetrano e Campobello di Mazara.

L’indagine: dalle denunce ai laboratori della CITES

L’inchiesta è scattata nel febbraio del 2024 grazie a una dettagliata segnalazione presentata da un’associazione ambientalista. Da quel momento, le indagini si sono protratte fino al luglio del 2025.

Per incastrare i responsabili è stato necessario un massiccio dispiegamento di tecnologia e competenze: telecamere nascoste nelle aree rurali, analisi forensi sugli smartphone degli indagati e accertamenti di laboratorio condotti dal Servizio Veterinario dell’ASP e dal Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura Carabinieri di Palermo.

L’ippodromo abusivo gestito via smartphone

Le gare si svolgevano in un terreno agricolo privato in località Triscina, trasformato in un vero e proprio ippodromo abusivo. L’organizzazione curava meticolosamente la manutenzione della pista e aveva persino allestito i box di partenza e di stazionamento per gli animali.

Il cuore pulsante del business correva sulle applicazioni di messaggistica istantanea. Attraverso una chat dedicata, i promotori:

  • Raccoglievano le adesioni di fantini e scuderie.
  • Stilavano il calendario ufficiale degli eventi.
  • Stabilivano la composizione delle batterie e le posizioni di partenza.
  • Diffondevano i video delle gare per certificare i risultati.

Sostanze vietate e gravi lesioni: l’orrore nei campi

Dietro il folklore delle competizioni si nascondeva però una realtà di estrema crudeltà per gli animali. Le analisi di laboratorio hanno infatti confermato la somministrazione di sostanze dopanti vietate per incrementare artificialmente le prestazioni dei cavalli.

I maltrattamenti partivano già dalle modalità di allevamento e dalle durissime sessioni di allenamento. L’intensità e la pericolosità delle gare clandestine mettevano costantemente a rischio la vita dei cavalli; gli inquirenti hanno documentato che, in un’occasione, un animale ha riportato la frattura di una zampa durante la corsa.

Il bilancio dell’operazione

Oltre ai 5 soggetti colpiti dalle misure cautelari, l’attività investigativa ha permesso di iscrivere nel registro degli indagati altre 7 persone residenti in diverse zone della Sicilia. Pur non facendo parte della struttura organizzativa dell’associazione, queste ultime avrebbero partecipato attivamente alle corse in qualità di fantini o di proprietari dei cavalli.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.