Wednesday 20 May, 2026
HomeItaliaCronaca ItaliaBlitz transnazionale: 12 arresti per traffico illecito di rifiuti. Ceneri tossiche spacciate per prodotti “Green”

Maxi operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale coordinata dalla Procura di Trento. Smantellata una rete criminale tra Italia, Austria, Germania e Croazia: le ceneri inquinate diventavano carbonella per barbecue e fertilizzanti.

TRENTO – Una vera e propria “filiera nera” capace di trasformare, solo sulla carta, rifiuti altamente pericolosi e contaminati in prodotti d’eccellenza biologica e soluzioni ecologiche per il mercato. È questo lo scenario inquietante svelato dall’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo (DDA) della Procura della Repubblica di Trento, che dalle prime ore di questa mattina ha portato all’arresto di 12 persone.

L’operazione, che vede impegnati oltre 100 militari del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica dell’Arma dei Carabinieri, sta colpendo una rete criminale transnazionale con perquisizioni e misure cautelari in corso non solo sul territorio nazionale, ma anche in Austria, Germania e Croazia.

Il finto “Green” che avvelenava i consumatori

L’indagine, avviata nel 2022 dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) Carabinieri di Trento, ha messo in luce un sistema sofisticato e spregiudicato. Al centro del traffico illecito c’erano le ceneri derivanti dai processi di piro-gassificazione: scarti industriali ad alto contenuto di inquinanti organici e diossine, che avrebbero dovuto essere smaltiti attraverso rigidi e costosi protocolli di sicurezza.

Invece, la rete criminale – attiva in particolar modo in Alto Adige e con ramificazioni in diversi Paesi europei – riusciva a riciclare illegalmente questi veleni, immettendoli sul mercato di consumo sotto mentite spoglie.

I rifiuti tossici venivano così trasformati in:

  • Bricchette per il barbecue (destinate quindi alla cottura di alimenti);
  • Ammendanti e fertilizzanti per terreni agricoli;
  • Additivi per il calcestruzzo nell’edilizia.

Come beffa finale, l’organizzazione riusciva persino a monetizzare il sistema illecito negoziando sul mercato le relative quote di CO₂, spacciando l’intera operazione come un virtuoso esempio di economia circolare.

Un’indagine internazionale

Il blitz scattato all’alba è il coronamento di quattro anni di complesse investigazioni vecchio stile e cooperazione internazionale, necessarie per tracciare le rotte transfrontaliere dei rifiuti. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Trento.

L’operazione è tuttora in corso e punta a fare totale chiarezza sui profitti accumulati dalla rete e sui potenziali danni ambientali e sanitari causati dalla commercializzazione dei prodotti contaminati.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.