La comunità di Crespina si risveglia ferita ma determinata dopo il grave atto vandalico che ha distrutto la Casetta dei Libri, uno dei simboli più amati del piccolo paese toscano. Un luogo semplice, fatto di legno e di libri donati dai cittadini, ma capace di rappresentare molto di più: cultura condivisa, curiosità, senso di appartenenza.
Il sindaco David Bacci ha espresso una condanna netta, definendo il gesto «un attacco a un presidio di conoscenza, uno spazio libero e accessibile a tutti». Parole dure, che fotografano bene la portata dell’accaduto. Colpire una casetta dei libri non significa solo rompere un oggetto: significa colpire un’idea di comunità che crede nella lettura come bene comune.
Nella sua nota, il sindaco richiama anche un fenomeno più ampio: con la fine dell’anno scolastico, episodi di vandalismo e inciviltà si moltiplicano. «Non sono semplici bravate», sottolinea, ma segnali di povertà educativa e di un crescente disinteresse verso ciò che appartiene a tutti.
Crespina, però, non intende arrendersi. L’amministrazione e le associazioni locali continueranno a investire in iniziative culturali, attività per i giovani e momenti di socialità. Ma Bacci ricorda che nessun progetto pubblico può sostituire il ruolo delle famiglie nell’educare al rispetto e alla responsabilità.
Il messaggio finale è chiaro: la cultura non si ferma. La Casetta dei Libri sarà ricostruita, più forte di prima, come risposta concreta a chi ha voluto distruggerla. E i cittadini sono invitati a segnalare ogni episodio di vandalismo, per proteggere insieme il patrimonio comune.



