Sunday 20 September, 2026
HomeIn evidenzaStavolta è la Jesina a subire il poker

Una brutta prestazione sotto ogni punto di vista

Una Jesina così brutta nella gestione Puddu non l’avevamo mai vista. Una sconfitta che va ben al di là dell’1-4, ma ha regalato tanti dubbi sulla consistenza difensiva della squadra, che non si giustifca che in parte, con l’assenza di un perno importante, il difensore centrale Stefoni. Che la Jesina avesse di fronte una squadra determinata, era scontato: la formazione d Santoni era in cerca della prima vittoria ed era reduce da una pesante cinquina subita a Treia.

La squadra di casa è apparsa molle e spaesata, già sin dalle prime battute, subendo l’avversaria, senza riuscire a trovare le giuste contromisure alla rete subita, già dopo 7′ su un cross piuttosto sbilenco di Atiagli, sul quale la difesa ha colpevolmente ritardato il disimpegno, dando di fatto via libera a Touray, Ma la vera frittata è arrivata al 21′, quanto Massei si è fatto soffiare la palla da Touray, che ha messo a segno il raddoppio.

La squadra non è riuscita ad organizzare una reazione, povera di idee – nulla da dire comunque sull’impegno profuso – e troppo in balia di un’avversaria che l’ha messa spesso sull’agonismo, bloccandone sul nascere le inizitive, con un po’ di magnanimità da parte del direttore di gara. Ma non si tratta certo di una debacle figlia dell’arbitraggio comunque insufficiente, è stata semmai la squadra a non reagire con orgoglio quando doveva.

Sul finire di primo tempo due occasioni per la Jesina, al 35’ Petronelli, pescato in buona posizione da Nacciarriti, ha concluso debolmente, al 42′ stessa sorte per Borocci, che non è riuscito a impensierire Ginestra. La Jesina ha quindi perso l’attimo per riaprire il match: andare al riposo con una sola rete al passivo, avrebbe potuto avere un peso.

Invece a inizio ripresa il Matelica ha messo al sicuro la partita; con la Jesina sbilanciata in avanti, ha rifilato le reti della sicurezza, con due contropiedi micidiali: al 4’ Touray è volato velocissimo verso l’area jesina, Beri ha appena accennato all’uscita, tornando sui suoi passi, il centravanti ha servito con generosità Brunetti che ha fatto tris, poi al 6’ Sartori ha approfittato dell’ennesimo errore difensivo mettendo la sfera alle spalle di Beri.

La Jesina è riuscita a rendersi pericolosa solo al 20’, con uno spettacolare colpo di testa di Angeletti finito sulla traversa, su un cross millimetrico di Petronelli. Al 45’ è arrivata la rete della bandiera, grazie a Cingolani che ha chiuso una mischia in area ospite.

Domenica prossima i leoncelli saranno di scena a Treia, sul campo della vice-capolista.

JESINA-MATELICA 1-4

JESINA: Beri, Borocci (1’st Angeletti), A.Massei, Mancini (28’pt Nacciarriti), Balzani, Bucari, Petronelli, Ceccarelli (11’st Cingolani), Perri (38’st Lorenzetti), Minnozzi, Lorenzoni (27’st D’Angelo). All.: Puddu (A disp Chionne, Stefoni, Romitelli, Ogiesoba).

MATELICA: Ginestra, Montella, Atiagli, Brunetti (35’st Carnaroli), Fumanti, Romero, Scala (27’st Pecci), Iurato, Touray (22’st Gigli), Sartori (16’st Greco), Di Cato (41’st Rafanelli). All.: Santoni (A disp Bartolini, Reti, Di Luca, Pecci, Polenta)

ARBITRO: Paoletti di Fermo

RETI: 7’pt e 21pt’ Touray, 4’st Brunetti, 6’st Sartori, 45’ st Cingolani

NOTE: ammoniti 26’pt Brunetti, 42’pt Touray, 43’pt Minnozzi, 29’st Nacciarriti; calci d’angolo 4-7; recuperi 1’+3’; spettatori 500 circa; prima del match è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Sandro Mazzola.

Autore

Giancarlo Esposto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1985 – tessera n. 52020 - e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con emittenti radio-tv e giornali su carta e online. Nel 2025 medaglia dorata per i 40 anni di iscrizione all’Ordine. Come scrittore, dopo alcune pubblicazioni di sport, relative alla sua attività giornalistica e dedicate al vernacolo, si è dedicato alla narrativa, pubblicando 5 romanzi; il più recente "Anagramma di donne". Pochi mesi fa ha pubblicato il libro "Dal taccuino di un cronista", racconti di oltre trent'anni di giornalismo. Una delle sue frasi preferite: “La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.” (Fernando Pessoa).