Thursday 23 April, 2026
HomeIn evidenzaLa Jesina acciuffa il pareggio alla fine

Giusto il risultato, ma ad un certo punto si era messa male

La Jesina rischia la debacle contro Matelica, ma ha il merito di non mollare mai e crederci fino all’ultimo respiro e trova il pareggio quando le speranze sembravano ridotte al lumicino. Tre punti a dividere le due avversarie, alla vigilia del match del Carotti, pertanto l’obiettivo della squadra di Puddu era l’aggancio. Obiettivo fallito, ma, con ancora 5 partite da giocare tutto è ancora possibile. Paradossalmente, se il campionato fosse finito oggi, la squadra sarebbe salva.

La squadra di Santoni, squalificato, sostituito in panchina dal figlio, gioca novanta minuti di sostanza, cercando di tenere il ritmo basso. Si vede subito che quella di oggi non è la bella Jesina delle ultime due sfortunate prestazioni, ma non per questo non intenzionata a fare la partita, specie nel primo tempo; poche comunque le emozioni: al 7’ girata di Minnozzi, alzata da Ginestra sopra alla traversa, al 10’ ci prova Angeletti, ma la sua girata è centrale e debole, blocca Ginestra. Al 28’ ci prova Minnozzi, ma il suo calcio di punizione da una trentina di metri non centra il bersaglio.

Poi al 31’ la difesa di casa lascia spazio ad una penetrazione di Montella sulla linea di fondo, che scodella la palla a pochi centimetri dalla liinea di porta; il più lesto è Touray Modou che da due passi insacca.

La risposta della Jesina arriva al 40’, ma la conclusione di Nacciarriti è ribattuta con il corpo da un difensore, un minuto dopo un contropiede del Matelica, per poco non costa caro alla Jesina, quando Touray Modou vola in solitudine verso l’area di casa, ma si allunga troppo la sfera e permette a Santarelli di intervenire.

Nella ripresa occasioni con il contagocce, la prima è per il Matelica al 3’, ma il diagonale rasoterra di Montella viene bloccato a terra dal portiere di casa, poi al 5’ la Jesina ci prova con un colpo di testa di Angeletti, su cross di Ceccarelli, che finisce alto sopra alla traversa.

Al 26’ la squadra ospite resta in 10 per il rosso diretto a Montella, che sgambetta Giovannini all’altezza del centrocampo.

Al 34’ l’occasionissima: un difensore ospite colpisce la palla con un braccio, sulla conclusione di Minnozzi, ma quest’ultimo, pur cercando l’angolino battendo il penalty, si vede respingere la conclusione da Ginestra.

La squadra di Puddu non si arrende, ci prova fino alla fine, su una conclusione di Minnozzi al 47’ i leoncelli protestano per un fallo di mano, l’arbitro fa cenno di proseguire, la sfera sfila verso la linea d fondo, Stefoni sorprende tutti e batte Ginestra. Giusto il risultato.

JESINA-MATELICA 1-1

Jesina: Santarelli, Manna, Paglialunga (30’st Borocci), Amedeo Massei, Stefoni, Nacciarriti (30’st Gioacchini), Filippo Massei (21’st Gioacchini), Ceccarelli (10’st Grillo), Angeletti, Minnozzi, Giovannini. All.: Puddu. (A disp Gasparoni, De Maio, D’Angelo, Romizi, Broglia, Gagliardini).

Matelica: Ginestra, Montelli, Merli, Bucari, Bianchi, Lapi, Mengani Nicola (34’st Bartilotta), Tomas Caleir, Touray Modou (39’st Rovazzani), D’Errico (30’st Sfasciabasti), Antonioni. All.: Santoni. (a disp Falzetti, Pecci, Mengani Edoardo, Tittarelli, Bonvin, Carsetti).

Arbitro: Cavalieri di Treviglio.

Reti: 31’pt Touray Modou, 47’st Stefoni

Note: ammonito Stefoni 47’st; espulso Montella 26’st; calci d’angolo 5-5; recuperi 2’+5’; spettatori 250 circa.

Autore

Giancarlo Esposto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1985 – tessera n. 52020 - e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con emittenti radio-tv e giornali su carta e online. Nel 2025 medaglia dorata per i 40 anni di iscrizione all’Ordine. Come scrittore, dopo alcune pubblicazioni di sport, relative alla sua attività giornalistica e dedicate al vernacolo, si è dedicato alla narrativa, pubblicando 5 romanzi; il più recente "Anagramma di donne". Pochi mesi fa ha pubblicato il libro "Dal taccuino di un cronista", racconti di oltre trent'anni di giornalismo. Una delle sue frasi preferite: “La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.” (Fernando Pessoa).