Ieri al Federico II il primo atto ufficiale della stagione
Assenti i rappresentanti dell’amministrazione comunale, “per impegni istituzionali e personali” come riportato in un messaggio di auguri inviato dalla segreteria del sindaco Lorenzio Fiordelmondo, la Jesina si è presentata alla città. Primo atto ufficiale che anticipa l’esordio, come primo impegno di stagione, anche questo ufficiale, di domenica 30, quando al Carotti i leoncelli ospiteranno il Castelfidardo per il match d’andata di coppa Italia.
Detto della vicinanza che in ogni caso l’amministrazione comunale ha voluto far sentire, è sato un incontro, che ha messo in vetrina una squadra che, ben conoscendo la responsabilità che grava sulle sue spalle – sarà il campionato del centenario della fondazione della Jesina – ha tutti i numeri per un campionato da protagonista. Qualche battuta del moderatore (il sottoscritto), compresa una piccola gaffe nei confronti del presidente Giancarlo Chiariotti, al quale ha attribuito 10 anni in più, incassata allegramente dal primo dirigente con un sorriso, non è mancato un momento di grande commozione, quando l’allenatore Giuseppe Puddu ha iniziato il suo intervento con un pensiero uscito dal cuore, dedicato a quel ragazzo con la maglia numero 3 che si vedeva nel video che ha preceduto il suo intervento.
Si riferiva a Davde Paglialunga, vittima di un incidente stradale, pochi giorno dopo ave rfirmato il rinnovo con la Jesina, per questo campionaato. Presenti in sala la mamma Irene ed il fratellino Matteo, che tutti i presenti, giocatori, dirigenti, allenatori, tifosi, hanno idealmente abbracciato.
«Abbiamo scelto di dare continuità a quello che abbiamo fatto lo scorso anno – ha spiegato Puddu – sono rimasti quei ragazzi che io ho voluto personalmente, quelli che ci hanno permesso di dare la svolta. Sulla falsariga di questo abbiamo cercato di inserire nell’organico, insieme al presidente, queii ragazzi che potessero in qualche modo colmare le mancanze che avevamo l’anno scorso, dando comunque continuità al lavoro che abbiamo iniziato a fine settembre. Si tratta di un anno molto importante; l’obiettivo è quello dell’anno scorso, vincere più partite possibile, di giocarcela sempre con tutti, sarà sicuramente un campionato impegnativo, nel quale ci aspettano trenta battaglie.»
Gli altri inteventi di Luca Nacciarriti, che indosserà la fascia di capitano, del coordinatore del settore giovanile Cristiano Cardelli, in partenza per Sengallia dove era impegnata la juniores per un torneo, di due figure, in un certo storiche del calcio jesino, il presidente Onorario Osvaldo Presti ed il team manager Ivano Merli: a questi due ultimi è stato chiesto di ricordare uno o più episodi che riguardavano la Jesina. La memoria è volata a quel 31 maggio dell’81, quando la Jesi sportiva portò ad Arezzo oltre 6.000 tifosi, quando al Comunale (l’attuale stadio Carotti) ad essere generosi non ne entravano più di 3.500.
I saluti finali, prima delle foto di rito, sono partiti proprio da qui, dal ricordare alla squadra l’importanza di vestire quella maglia con quel leone rampate, incoronato dal concittadino più illlustre – Federico II .

