Saturday 19 September, 2026
HomeIn evidenzaIl mondo del calcio piange Sandro Mazzola

Si è spenta a 83 anni una delle stelle più brillanti del calcio italiano


Nato nel 1942 a Cassano d’Adda, Sandro Mazzola ancora bambino, perse il babbo Valentino, il capitano del Grande Torino, che trovò la morte nella tragedia di Superga in quel lontano 1949. Evidentemente Sandro Mazzola aveva il calcio nel sangue, forse nel suo destino, avendo poi raccolto l’eredità del padre Valentino.

Una icona romantica, di un calcio romatico che ormai non c’è più: diciassette anni con la stessa maglia, quella nerazzurra dell’Inter, da ’60 fino al ’77, con 565 presenze e 160 gol, due dei quali memorabili, quando nel 1964, durante la finale di Coppa dei Campioni a Vienna, ne mise a segno due, contro il Real Madrid di Puskás e Di Stéfano. L’anno dopo il Mondiale del 1970, sfiorò quello che è considerato il massimo riconoscimento per un calciatore, il Pallone d’Oro, classificandosi secondo dietro a Johan Cruijff.

Anche con la maglia della Nazionale, nella quale ha totalizzato un ruolino importante, con 70 presenze e 22 reti, Sandro Mazzola ha avuto un percorso da grande campione, vincendo il Campionato d’Europa 1968, protagonista nella grande squadra azzurra, battuta in finale nel 1970, ai Mondali del Messico, forse dal Brasile più forte di tutti i tempi, con Pelè al top del rendimento. Quel Mondiale restò memorabile, anche per le difficoltà del tecnico Valcareggi, nel gestire due grandi campioni come Mazzola, appunto, e Rivera: una staffetta che suscitò tante perplessità.

In una intervista alla radio nazionale lo stesso Rivera ha innfatti dichiarato: «Giocavamo insieme in nazionale, c’è stato un periodo che hanno preferito farci giocare nel modo alternativo e non l’abbiamo capito nessuno dei due – aggiungendo – Prima di tutto era un avversario importante perché giocava nell’altra squadra di Milano e poi perché invece avevamo un grande rapporto di amicizia

Il funerale è in programma per lunedì 21 a Sant’Ambrogio.

Autore

Giancarlo Esposto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1985 – tessera n. 52020 - e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con emittenti radio-tv e giornali su carta e online. Nel 2025 medaglia dorata per i 40 anni di iscrizione all’Ordine. Come scrittore, dopo alcune pubblicazioni di sport, relative alla sua attività giornalistica e dedicate al vernacolo, si è dedicato alla narrativa, pubblicando 5 romanzi; il più recente "Anagramma di donne". Pochi mesi fa ha pubblicato il libro "Dal taccuino di un cronista", racconti di oltre trent'anni di giornalismo. Una delle sue frasi preferite: “La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.” (Fernando Pessoa).