Domina la scena per tre quarti, poi il crollo nel finale
Partita da ultima spiaggia per la Virtus Imola, sola in ultima posizione, staccata dalle penultime, un po’ più tranquilla, ma ancora in lotta per migliorare la propria classifica la General Contractor. Sulla lavagnetta di coach Baldiraghi, proprio davanti alla nostra postazione, una parola scritta a caratteri cubitali, “approccio”, quasi a ricordare ai suoi che si tratta della partita della vita. In realtà è la squadra di Ghizzinardi a partire meglio, alternando difese a zona e ad uomo, trovando il primo allungo significativo a pochi attimi dalla prima sirena, 20-15, frutto, non solo della difesa, ma da buone percentuali al tiro, di gran lunga migliori rispetto agli emiliani.
La tendenza viene confermata anche nel secondo parziale, con un 50% nel tiro da tre, con il quale la General Contractor vola sul suo massimo vantaggio, + 12, sul 36-24, nonostante un Palsson in serata grigia – tra falli commessi ed errori nei pochi tiri tentati – fermo ai box. Le due triple consecutive di Nicoli, le seconda in transizione, che valgono il primo vantaggio in doppia cifra, 31-20, sono un segnale inequivocabile. La Virtus fa quel che può, ma va al riposo con il 30% dal campo: troppo poco per riaprire il match.
Poi accade l’impensabile; dopo un terzo quarto in assoluto controllo, nella General Contractor qualcosa si si inceppa, più a livello mentale, che fisico. Sono dieci minuti di assoluto blackout, un pesante 7-21 il parziale ed un break iniziale di 0-12 che cambiano l’inerzia del match fino a quel momento in pieno controllo. Diversi i fattori che contribuiscono alla debacle: Jesi perde intensità difensiva, smette di giocare di squadra – troppe individualità offensive, con un primo canestro segnato dopo 5’ di digiuno, si innervosisce a causa di interventi/non interventi dei direttori di gara. Qui si potrebbe aprire un altro capitolo: vista e rivista l’ultima azione, quella dalla quale scaturisce il canestro decisivo di Pollini, resta ancora il dubbio di un fallo su Maglietti, assalito da due avversari, uno dei quali gli scippa la palla. Questo e altri dubbi su alcuni fischi o mancati fischi. Sull’altro fronte, quel mezzo disastro di Fokou che, a 4” dalla sirena, si fa sfuggire la palla di mano sotto canestro.
Un ultimo quarto fotocopia di quello contro San Severo, con una differenza, l’avversaria. San Severo è la squadra più in forma del momento, la Virtus Imola è ancora il fanalino di coda.

In ultima analisi, se concedi dieci tiri in più all’avversaria, idem quanto a rimbalzi, poi tiri con il 57% dalla lunetta, si fa tutto più difficile, annche contro un’avversaria sulla carta inferiore.
VIRTUS IMOLA-GENERAL CONTRACTOR JESI 70-69 (15-20, 17-21, 18-21, 21-7)
Virtus Imola: Baldi 0 (1/2, 0/2), Stankevicius 10 (3/9, 1/9), Mazzoni 8 (2/4, 1/2), Tambwe 4 (1/3, 0/0), Melchiorri 6 (1/6, 0/1), Ricci 17 (2/4, 3/6), Errede 0 (0/0, 0/0), Metsla 0 (0/0, 0/1), Giorgi 5 (1/2, 1/1), Cosma ne, Sanviti ne, Pollini 17 (7/11, 1/5). All.: Baldiraghi.
Tiri da due 18/41, 44%, tiri da tre 7/27, 26% – tiri liberi 13/16, 81% – rimbalzi 42, 15+27 (Stankevicius 12) – assist 7 (Melchiorri 3).
General Contractor Jesi: Piccone 12 (2/4, 2/7), Maglietti 13 (3/5, 2/7), Palsson 6 (0/3, 2/4), Del Sole 6 (2/3, 0/0), Toniato 11 (2/5, 2/5), Tamiozzo ne, Bruno 2 (1/3, 0/0), Buscarini ne, Nicoli 11 (1/1, 3/7), Fokou 8 (3/4, 0/0). All.: Ghizzinardi.
Tiri da due 14/28, 50%, tiri da tre 11/30, 37% – tiri liberi 8/14, 57% – rimbalzi 25, 4+21 (Maglietti 6) – assist 13 (Maglietti 4).
Arbitri: Spinello di Saronno, Fusar di San Martino Saccomanno e Spinelli di Cantù.


