Friday 14 June, 2024
HomeCulturaRipercorrere la storia della Chiesa di San Marco con le monache carmelitane

L’incontro sabato pomeriggio con le monache carmelitane di clausura, il Vescovo Gerardo Rocconi e il Sindaco Fiordelmondo

Sabato 25 maggio, alle ore 17.30, la chiesa di San Marco ospiterà un evento dedicato al duraturo rapporto tra il monumento religioso e le monache carmelitane di clausura, custodi del luogo da quasi un secolo. Alla cerimonia parteciperanno il Vescovo Gerardo Rocconi e il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, in un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza.

Protagoniste, le sette monache attualmente residenti nel monastero adiacente alla chiesa che ricorderanno il ruolo del loro ordine religioso nella custodia della chiesa e la loro costante presenza spirituale nella comunità. L’intervento principale sarà affidato alla storica locale Maria Cristina Zanotti, che illustrerà il significato e l’importanza storica del luogo e delle monache che lo abitano.

La Storia della Chiesa di San Marco

La chiesa di San Marco, un capolavoro architettonico del XII secolo, ha attraversato periodi di abbandono e trasformazioni. Durante le invasioni giacobine e napoleoniche, la chiesa fu convertita prima in armeria e poi in stalla. A metà del XIX secolo, Papa Pio IX, insieme al Cardinale Vescovo di Jesi, Cosimo Corsi, decise di restaurare il monumento, restituendogli il suo antico splendore. Le monache carmelitane, già presenti a Jesi da due secoli, riuscirono ad acquistare il Villino Grizi, adiacente alla chiesa di San Marco, il 15 ottobre 1882. Questo edificio fu adattato e ampliato per diventare la loro sede definitiva di convento di clausura. Successivamente, il 25 aprile 1946, grazie all’interessamento del Vescovo Carlo Falcinelli, fu realizzato un passaggio nel lato sud della muratura, permettendo alle monache di avere libero accesso alla chiesa di San Marco.

L’inaugurazione della Formella Commemorativa

Durante la cerimonia di sabato, verrà ricordata l’apertura del passaggio fra il monastero e la chiesa, e si terminerà con la presentazione di una formella realizzata dallo scultore Massimo Ippoliti. Questa opera commemorativa, che ricorda la data in cui le monache presero in custodia la chiesa, sarà benedetta e apposta nell’altare della chiesa, segnando un simbolo duraturo dell’ importante relazione storica e spirituale.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio.