Un confronto aperto su guerra, dignità umana e speranza ha animato la serata promossa da Fidapa Jesi dedicata al volume “Siria. Il giorno dopo. Le ferite e le speranze”.
Una serata intensa di riflessione, testimonianza e approfondimento sui temi della pace, dei diritti umani e della dignità delle persone. È quella che si è svolta a Jesi in occasione della presentazione del libro “Siria. Il giorno dopo. Le ferite e le speranze” della giornalista, scrittrice e fotoreporter Asmae Dachan, iniziativa promossa da Fidapa BPW Italy – Sezione di Jesi.
L’incontro ha registrato una significativa partecipazione di cittadini, rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e del volontariato internazionale, confermandosi come un importante momento di confronto su una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni.
Fidapa Jesi: cultura della pace e promozione dei diritti umani
Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali e l’intervento della presidente di Fidapa Jesi, Katia Sdrubolini, che ha ricordato l’impegno dell’associazione nella promozione dei diritti umani, della libertà, della partecipazione femminile e della cultura della pace.
Valori che trovano piena espressione nell’opera di Asmae Dachan, un libro che accompagna il lettore non soltanto in un viaggio attraverso la Siria del dopoguerra, ma anche in un percorso umano fatto di memoria, resilienza e speranza.
Il racconto di Asmae Dachan tra giornalismo e testimonianza
La presentazione dell’autrice è stata affidata a Emanuela Mariotti, socia della sezione Fidapa Jesi, che ha ripercorso il profilo professionale e umano di Dachan.
Nata nella provincia di Ancona da genitori siriani, Asmae Dachan è giornalista professionista, scrittrice, poetessa e fotografa indipendente. Da anni si occupa di raccontare i conflitti del Medio Oriente, i fenomeni migratori e le tematiche legate ai diritti umani.
Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno civile e professionale.
Un viaggio nella Siria dopo la guerra
A moderare l’incontro è stata Elisabetta Fabiani, che ha accompagnato il pubblico attraverso il racconto del recente viaggio compiuto dall’autrice nella Siria uscita da quattordici anni di guerra e da oltre mezzo secolo di regime.
Attraverso testimonianze dirette, fotografie e riflessioni personali, Dachan ha restituito il volto umano di un popolo profondamente segnato dalle devastazioni del conflitto, ma ancora capace di guardare al futuro con speranza.
Le città simbolo della guerra diventano così il punto di partenza per una narrazione che mette al centro le persone, le loro ferite e la loro capacità di ricostruire.
Particolarmente significativo anche l’intervento dei rappresentanti di Medici Senza Frontiere, che hanno condiviso la propria esperienza nei territori di crisi, evidenziando il ruolo fondamentale dell’assistenza sanitaria indipendente nelle emergenze umanitarie.
Nel corso della serata è stato inoltre ricordato Carlo Urbani, figura profondamente legata alla città di Jesi e simbolo dell’impegno umanitario internazionale, il cui esempio continua a rappresentare un riferimento per chi opera a tutela della salute e della dignità delle persone.
Pari opportunità, inclusione e collaborazione tra istituzioni
Tra gli interventi anche quello di Noemi Ortenzi della Commissione Pari Opportunità Regionale, che ha sottolineato l’importanza di iniziative culturali capaci di promuovere consapevolezza, inclusione e uguaglianza.
L’accento è stato posto sulla necessità di costruire una società fondata sul rispetto reciproco e sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, affinché i valori della pace e dei diritti umani possano tradursi in azioni concrete.
L’iniziativa si è conclusa con un messaggio condiviso da tutti i relatori: mantenere viva l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti e continuare a investire nella cultura, nell’informazione e nella testimonianza come strumenti di educazione alla pace.



