Un incontro dedicato ai rischi e alle responsabilità legate all’uso della rete si è svolto il 6 marzo nell’aula magna del Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Jesi. Ospite della giornata è stato il giornalista e storyteller Luca Pagliari, da anni impegnato nella sensibilizzazione sui temi giovanili attraverso campagne di prevenzione e programmi televisivi.
Al centro dell’incontro il progetto Cuori Connessi, iniziativa dedicata alla lotta contro cyberbullismo, violenza online e uso inconsapevole dei social. L’obiettivo dell’iniziativa era stimolare una riflessione tra gli studenti sul rapporto tra giovani e tecnologia.
Un convegno dedicato alla memoria di Enrico D’Ippolito
A raccontare l’incontro è Bianca Federici, studentessa della classe IB del Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Jesi, che ha partecipato al convegno. L’appuntamento è stato dedicato alla memoria del professor Enrico D’Ippolito, ex studente del liceo, ricordato all’inizio dell’incontro con un momento di commemorazione alla presenza della famiglia.
Il ricordo è stato accompagnato dalle parole di chi lo ha conosciuto e dalla lettura di un testo della professoressa Patrizia Vichi. L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio del Comune di Jesi, rappresentato dall’assessora alle Politiche per l’Istruzione, Politiche giovanili ed Educazione civica Emanuela Marguccio.
Lo storytelling diretto di Luca Pagliari
Fin dall’inizio è emerso il metodo comunicativo di Pagliari, capace di coinvolgere direttamente i ragazzi con un linguaggio semplice e immediato. Più che su statistiche o dati, il suo racconto si basa su storie reali, sui volti e sulle esperienze di chi ha vissuto in prima persona episodi di cyberbullismo o di violenza digitale.
La grande partecipazione degli studenti ha reso l’incontro particolarmente efficace. I ragazzi, spesso definiti “nativi digitali”, sono infatti i primi a confrontarsi quotidianamente con le opportunità e i rischi della rete.
Tecnologia e consapevolezza
Durante l’incontro sono state proiettate alcune immagini per stimolare una riflessione sul ruolo della tecnologia nella vita quotidiana. Smartphone, social network e piattaforme digitali fanno ormai parte della realtà di tutti i giorni, ma proprio per questo è fondamentale conoscerne anche i pericoli.
Pagliari ha mostrato inoltre alcuni filmati tratti da casi reali raccontati nel progetto Cuori Connessi. Tra questi la storia di un ragazzo americano che, comunicando esclusivamente con l’intelligenza artificiale, si era progressivamente isolato dalle relazioni reali. Un esempio che ha aperto un confronto sulla necessità di distinguere tra identità digitale e vita reale.
Il ruolo di chi guarda online
Uno dei punti centrali della discussione ha riguardato la figura dello spettatore. Nel mondo digitale, chi assiste a episodi di violenza o umiliazione online senza intervenire non è neutrale, ma diventa un complice silenzioso.
Pagliari ha invitato gli studenti a rompere questo meccanismo, ricordando che la forza del gruppo dovrebbe servire a proteggere e non a isolare. Il messaggio del progetto è chiaro: dietro ogni profilo c’è una persona e ogni interazione online richiede rispetto e responsabilità.
Una lezione di empatia
L’incontro si è concluso lasciando nell’aula magna un clima di forte riflessione. Più che una semplice lezione sui pericoli del web, l’appuntamento si è trasformato in un esercizio di empatia e consapevolezza.
Il messaggio finale è che essere “connessi” non significa soltanto avere accesso a internet, ma mantenere vivi i valori di rispetto e umanità anche nello spazio digitale. La tecnologia, come ha ricordato Pagliari agli studenti, può essere uno strumento straordinario, ma per utilizzarla senza rischi serve una bussola etica capace di guidare ogni nostra scelta online.


