Tuesday 16 July, 2024
HomeCulturaA Cingoli, inaugurata la mostra sulle incisioni del maestro Iacomucci

Sabato 1 luglio, presso la Sala Consigliare del Comune di Cingoli, si è svolta la cerimonia di presentazione della mostra: “Il Segno inciso di Carlo Iacomucci: incisioni (1993 al 2003)”.

La mostra, ospitata nello splendido spazio espositivo di Santo Spirito, sarà aperta fino al 30 luglio, tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30; i pomeriggi di martedì, venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19,30 e la sera il martedì, sabato e domenica dalle 21 alle 22.30.

Alla serata di inaugurazione, oltre l’artista, erano presenti: il sindaco di Cingoli Michele Vittori, l’assessore alla cultura Martina Coppari, il curatore della mostra Luca Pernici e le due critiche d’arte Loretta Fabrizi e Patrizia Minnozzi.

Il sindaco e l’assessore nel loro intervento hanno ringraziato il maestro Iacomucci per la disponibilità ad allestire questa importante mostra promossa e patrocinata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Macerata. Inoltre hanno ringraziato la locale Pro – Loco ed il Circolo Filatelico numismatico “Pio VIII” per la preziosa collaborazione. “La mostra di Iacomucci”, hanno aggiunto, “apre il cartellone delle manifestazioni estive del Comune di Cingoli e le arricchisce da un punto di vista culturale”.

La parola è poi passata alla dott.ssa Fabrizi che ha aperto il discorso facendo una panoramica sull’incisione ed ha spiegato come, nelle Marche, gli artisti che si sono dedicati a questa forma artistica, vengono quasi tutti dalla Scuola del Libro di Urbino, nata nel 1925. “L’arte incisoria è una vocazione: ci vuole grande pazienza e virtuosismo per realizzare un’incisione. C’è sempre una parte di imprevedibilità in questa tecnica che stupisce anche lo stesso artista.” Il segno incisorio di Carlo Iacomucci, conclude la Fabrizi, è un segno dinamico ed energico.

E’ stato poi il momento dell’intervento della dott.ssa Minnozzi, che ha cominciato spiegando la difficoltà della tecnica incisoria: “l’incisione sulla lastra viene fatta al contrario, rispetto al disegno che vediamo poi sul foglio e ciò rende questa tipologia di arte molto complessa. L’arte incisoria di Iacomucci – continua la dott. Minnozzi, si svolge su due livelli: la prima parte è sul nero e, salendo, si schiarisce fino al grigio ed il segno diventa più leggero, per poi giungere alla parte alta, dove troviamo sempre un aquilone, il segno contraddistintivo del maestro Iacomucci, che troviamo in tutte le sue opere. L’aquilone è un simbolo di leggerezza e di speranza. Altro tratto caratteristico sono le gocce o i tratteggi che sembrano mossi dal vento: vento che Iacomucci sentiva da bambino soffiare tra le finestre, quando viveva in campagna”.

La conclusione è andata all’artista Carlo Iacomucci che ha raccontato come siano rimasti in pochi, nelle Marche, a portare aventi l’arte incisoria. “Per fare un’incisione ci vuole passione ed anima, è una tecnica molto difficile, in quanto non si può correggere il segno, bisogna gettare tutta la lastra”.

Finita la presentazione c’è stato il taglio del nastro presso la sala S. Spirito: l’esposizione, a cura di Luca Pernici, intende documentare, attraverso una selezionata teoria di incisioni, l’evocativa produzione grafica del maestro marchigiano, illustre incisore, tra i più rappresentativi artisti del “segno inciso” dei nostri giorni. Formatosi alla celebre Scuola del Libro di Urbino, nella sua varia e vasta produzione artistica Carlo Iacomucci, nato ad Urbino nel 1949, è uno degli artisti più rappresentativi delle Marche: è l’artista delle sette gocce, degli aquiloni, dei manichini e del vento che li porta e avvolge.  

Nel libro d’arte-catalogo della mostra si può trovare tutta la sua arte. Tra i tanti premi ricevuti nella sua lunga carriera, nel 2014, è stato anche uno degli otto “Marchigiani dell’anno” e nel 2022, su invito del CE.S.MA. (Centro Studi Marche di Roma), ha realizzato un’opera multipla, in esemplari numerati e firmati, utilizzata come premio da consegnare ai nuovi Marchigiani dell’anno.

Autore

Cristiana Simoncini

Laureata in Lettere moderne, specializzata in valorizzazione e comunicazione dei beni culturali, è iscritta all’ordine dei giornalisti dal 2007 ed ha collaborato per svariate testate giornalistiche. Autrice di diversi libri di storia locale, è membro del comitato di redazione della Rivista “Quaderni storici Esini”. Attualmente lavora come operatrice di patronato.