Sunday 7 June, 2026
HomeCronacaRoma, il giallo della tomba di Gigi Proietti

Inizialmente si era pensato ad una profanazione

Memori della profanazione della tomba di Mike Bongiorno, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio del 2011, più recentemente della povera Pamela Genini, quando è stata scoperta la mancanza della lastra di marmo sulla tomba di Gigi Proietti è subito scattato l’allarme.

La segnalazione è passata attraverso alcuni organi di stampa, nel pomeriggio di sabato 6 giugno; l’Ama SpA, che gestisce il verde e i servizi cimiteriali della Capitale, si è attivata immediatamente allertando le forze dell’ordine, alle quali ha fornito le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza.

Si è scoperto che non si è trattato di una profanazione; in realtà la lapide era stata prelevata dall’agenzia funebre su richiesta della famiglia Proietti, per poter inserire il nome della compagna di una vita del noto attore, Sagitta Alter, scomparsa lo scorso 21 aprile. Dunque la lapide di marmo sarà presto ricollocata.

La tomba del noto attore si trova al cimitero monumentale del Verano a Roma. La mancanza della lapide è stata notata dai tanti che giornalmente si fermano per un saluto al noto e indimenticato Proietti, poi la suggeestione e l’allarmismo hanno fatto il resto. Qualcuno ha saggiamente osservato che sarebbe stato opportuno lasciare un cartello per comunicare che la lapide era oggetto di una modifica, al limite avvisare la società che gestisce i servizi cimiteriali.

Autore

Giancarlo Esposto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1985 – tessera n. 52020 - e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con emittenti radio-tv e giornali su carta e online. Nel 2025 medaglia dorata per i 40 anni di iscrizione all’Ordine. Come scrittore, dopo alcune pubblicazioni di sport, relative alla sua attività giornalistica e dedicate al vernacolo, si è dedicato alla narrativa, pubblicando 5 romanzi; il più recente "Anagramma di donne". Pochi mesi fa ha pubblicato il libro "Dal taccuino di un cronista", racconti di oltre trent'anni di giornalismo. Una delle sue frasi preferite: “La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.” (Fernando Pessoa).