Le immediate indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Jesi hanno permesso di ottenere il sequestro preventivo del conto corrente del truffatore
Il personale di polizia giudiziaria ha portato a termine un’attività investigativa che, lo scorso 9 gennaio, aveva già permesso di denunciare un 35enne leccese con precedenti di polizia, responsabile di una truffa. Grazie alle indagini, è stato possibile restituire alla vittima, una donna di 61 anni residente in provincia di Ancona, l’intera somma sottratta con l’inganno, pari a 2.478,00 euro.
La vicenda risale all’11 dicembre 2024. La donna, titolare di una tabaccheria, si trovava nel suo esercizio commerciale in assenza momentanea del figlio. Verso mezzogiorno, ha ricevuto una telefonata sul numero fisso del negozio. L’interlocutore si è presentato come un addetto del servizio clienti Mooney, segnalando un presunto malfunzionamento del circuito di pagamento, un problema effettivamente riscontrato nei giorni precedenti dal terminale.
Per risolvere il finto inconveniente tecnico, l’uomo, spacciandosi per un tecnico, ha fornito istruzioni precise alla donna, riferendo che avrebbe ricevuto via email un codice OTP. Poco dopo, la vittima ha ricevuto un messaggio contenente un QR code. Scansionando il codice con il lettore ottico del negozio, è stata reindirizzata a un sito web apparentemente riconducibile a Mooney. Qui, ha ingenuamente inserito i dati della sua carta di credito e le sue informazioni personali, venendo poi invitata a effettuare un bonifico di 980,00 euro su un IBAN fornito dal truffatore.
Dopo aver eseguito il pagamento, il falso tecnico ha insistito per un secondo bonifico di pari importo e un terzo di 500,00 euro. La donna, fidandosi, ha confermato i pagamenti tramite foto inviate via WhatsApp. A quel punto, la comunicazione si è interrotta e la vittima, insospettita, ha contattato Mooney, scoprendo di essere stata raggirata.
Le immediate indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Jesi hanno permesso di ottenere il sequestro preventivo del conto corrente collegato all’IBAN fornito dal truffatore, bloccando così ulteriori movimenti di denaro. Nella giornata di ieri, è stato comunicato a Poste Italiane il dissequestro dei fondi presenti sul conto dell’indagato, consentendo la restituzione tramite bonifico della somma di 2.478,00 euro alla persona offesa.
La vittima ha espresso la sua profonda gratitudine alla Polizia di Stato per la rapidità e l’efficacia dell’indagine, che non solo ha portato all’identificazione e alla denuncia dell’autore della truffa alla Procura competente, ma anche al recupero del denaro sottratto con l’inganno.
Il Dirigente del Commissariato di Jesi, Vice Questore Dott. Paolo Arena, coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a prestare la massima attenzione e a non fidarsi di chiunque richieda telefonicamente dati personali o relativi a carte di credito. Inoltre, esorta coloro che dovessero malauguratamente rimanere vittime di truffe a non esitare nel presentare immediatamente querela, sottolineando come la tempestività dell’intervento sia cruciale per bloccare i conti correnti dei truffatori ed evitare così ingenti danni economici.