L’inchiesta denominata “Ricostruzione“, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari, a decine di indagati e al sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro, scuote il sistema della ricostruzione post terremoto nelle Marche e apre un acceso confronto politico a pochi giorni dalla seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata ai dieci anni dal sisma del 2016.
Al centro del dibattito vi sono le ipotesi investigative formulate dalla Procura e dalla Guardia di Finanza, che riguardano presunti episodi di corruzione, truffa aggravata e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti della ricostruzione privata e pubblica.
Tra i nomi emersi nelle indagini figura anche quello dell’avvocato Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto della Presidenza della Regione Marche durante la legislatura guidata da Francesco Acquaroli.
Le opposizioni: “Subito chiarezza”
I gruppi regionali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Progetto Marche e Lista Ricci hanno espresso “sconcerto e preoccupazione” per quanto emerso dall’indagine, ribadendo fiducia nel lavoro della magistratura ma chiedendo al presidente Acquaroli di riferire immediatamente in aula.
Secondo le opposizioni, la gravità delle contestazioni e il coinvolgimento di figure considerate vicine all’attuale maggioranza impongono una risposta istituzionale immediata. Da qui la richiesta di un Consiglio regionale straordinario e di un dibattito pubblico sulle procedure di controllo adottate nella gestione degli appalti della ricostruzione.
La minoranza ha inoltre chiesto la modifica dell’ordine del giorno della seduta aperta prevista il 28 ottobre a Muccia, affinché il primo punto riguardi proprio le comunicazioni del presidente della Regione sull’inchiesta giudiziaria.
La polemica si è ulteriormente inasprita dopo le dichiarazioni rilasciate da Acquaroli, che ha confermato di aver ricevuto in passato segnalazioni e voci riguardanti il proprio ex collaboratore. Le opposizioni sostengono che il presidente debba chiarire nel dettaglio quali verifiche siano state effettuate e per quale motivo, pur non emergendo elementi concreti, sia stato interrotto il rapporto fiduciario con Pistarelli.
La difesa di Fratelli d’Italia
Di tutt’altro tenore la posizione dei rappresentanti di Fratelli d’Italia e della maggioranza regionale.
Il capogruppo Andrea Putzu ha accusato il centrosinistra di applicare un “garantismo a targhe alterne“, sottolineando come Acquaroli non risulti indagato né coinvolto nell’inchiesta e contestando le richieste di dimissioni avanzate dall’opposizione.
Sulla stessa linea si sono espressi l’europarlamentare Carlo Ciccioli, il consigliere regionale Marco Ausili, la sottosegretaria Silvia Luconi, l’assessore Giacomo Bugaro e la consigliera regionale Mirella Battistoni, che hanno respinto ogni tentativo di collegare politicamente l’inchiesta all’operato del presidente della Regione.
Secondo gli esponenti del centrodestra, Acquaroli avrebbe agito con prudenza e responsabilità già mesi prima dell’esplodere dell’inchiesta, disponendo verifiche interne e successivamente interrompendo il rapporto fiduciario con il proprio capo di gabinetto. Per Fratelli d’Italia, il presidente sarebbe invece “parte lesa” e non vi sarebbero elementi per attribuire responsabilità all’attuale amministrazione regionale.
La ricostruzione che continua
Lo scontro politico arriva mentre nei comuni del cratere proseguono i cantieri e gli interventi di ricostruzione.
Tra gli esempi simbolo c’è Ussita, dove l’amministrazione comunale ha quantificato in circa 100 milioni di euro il valore complessivo delle opere pubbliche finanziate e programmate. Dalla nuova cabinovia di Frontignano alla casa di riposo, dal nuovo municipio ai lavori sui cimiteri e sulle infrastrutture, il comune maceratese rappresenta uno dei principali laboratori della rinascita post terremoto.
Numeri che testimoniano un processo ancora in corso e che rendono particolarmente delicata l’inchiesta aperta dalla magistratura. A dieci anni dalle devastanti scosse del 2016, migliaia di famiglie attendono ancora il completamento della ricostruzione e il ritorno nelle proprie abitazioni.
Per questo motivo, al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, il tema centrale resta quello della trasparenza e della tutela delle risorse pubbliche destinate alle aree terremotate. Un obiettivo che oggi appare ancora più urgente alla luce delle contestazioni al centro dell’operazione “Ricostruzione“, sulla quale saranno le indagini e l’eventuale processo a stabilire responsabilità e conseguenze.

