Friday 2 January, 2026
HomeCronacaAncona, lanciano pietre al posto dei petardi

Non si segnalano feriti, resta lo sconcerto per il gesto assurdo

Anni fa si usava gettare oggetti vecchi da finestre e balconi, a volte anche voluminosi, allo scoccare della mezzanotte; un gesto scaramantico per lasciarsi alle spalle le negatività dell’anno appena trascorso. Poi petardi e fuochi d’artificio, che causavano morti e feriti, perfino colpi di pistola.

Ad Ancona la notte di San Silvestro sono stati lanciati cubetti di porfido da una balconata, da un’altezza dii circa dieci metri. Le pietre sono piovute in strada nel tratto in cui si incrociano via XXV Aprile e via Veneto. Fortunatamente in quei momenti non circolavano auto, con il rischio di seri danni alle stesse, ma soprattutto della incolumità dei passeggeri.

Secondo quanto abbiamo appreso non è la prima volta: la scorsa estate era accaduto qualcosa di simile. Nel piazzale le radici sottostanti degli alberi da tempo hanno procurato il sollevamento di alcune pietre, che sono state quindi utilizzate per questi gesti assurdi. Il lancio ha creato successivi problemi alla regolare viabilità, gli automobilisti di passaggio sono stati costretti a evitare i cubetti di porfido, per evitare danni a pneumatici e carrozzerie.

Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per identificare e rintracciare i colpevoli del gesto.

Autore

Giancarlo Esposto

Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1985 – tessera n. 52020 - e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con emittenti radio-tv e giornali su carta e online. Nel 2025 medaglia dorata per i 40 anni di iscrizione all’Ordine. Come scrittore, dopo alcune pubblicazioni di sport, relative alla sua attività giornalistica e dedicate al vernacolo, si è dedicato alla narrativa, pubblicando 5 romanzi; il più recente "Anagramma di donne". Pochi mesi fa ha pubblicato il libro "Dal taccuino di un cronista", racconti di oltre trent'anni di giornalismo. Una delle sue frasi preferite: “La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.” (Fernando Pessoa).

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