Thursday 14 May, 2026
HomeCronacaAncona, incubo tra le mura domestiche: in carcere quarantenne per violenze e spaccio

ANCONA – Un quadro di violenze sistematiche, abusi sessuali e sottomissione psicologica è quello emerso dall’ultima operazione della Squadra Mobile di Ancona. Gli agenti, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dorico, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 40 anni, accusato di reati gravissimi ai danni della convivente.

Un regime di terrore e controllo

Le indagini hanno svelato un contesto di profondo degrado e prevaricazione. L’uomo avrebbe instaurato da tempo un regime di controllo ossessivo sulla compagna, monitorando ogni suo spostamento e l’uso del telefono cellulare. Quotidianamente, la vittima era bersaglio di ingiurie e svilimenti, in un clima di terrore alimentato da minacce di morte, spesso pronunciate brandendo coltelli per motivi di gelosia.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la donna non era solo vittima di abusi fisici e verbali, ma veniva costretta con la forza a collaborare nelle attività illecite del compagno, legate al traffico di sostanze stupefacenti.

L’aggressione brutale dopo il rifiuto

Tra i numerosi episodi contestati, spicca per ferocia quello avvenuto lo scorso dicembre. Di fronte al rifiuto della donna di avere un rapporto sessuale, il quarantenne l’avrebbe aggredita colpendola ripetutamente al volto. La violenza dell’impatto ha causato alla vittima lesioni profonde, per le quali sono stati necessari numerosi punti di sutura e una prognosi superiore ai 15 giorni.

L’arresto e il trasferimento a Montacuto

Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il G.I.P. ha disposto la misura della custodia cautelare. I poliziotti della Sezione reati contro la persona lo hanno rintracciato nella sua abitazione nei giorni scorsi. Dopo le formalità di rito in Questura, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Montacuto.

Le accuse a suo carico sono pesanti: maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, violenza sessuale e cessione di sostanze stupefacenti.

È doveroso precisare che il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari. L’indagato resta pertanto da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.