L’Italia e il mondo dello sport si svegliano oggi con un vuoto incolmabile. Nella giornata di ieri ci ha lasciati Alex Zanardi, un uomo che è stato molto più di un campione: è stato il simbolo vivente della resilienza, colui che ha trasformato radicalmente la percezione della disabilità nel nostro Paese e oltre i confini nazionali.
sabato | 2 – Maggio | 2026
È scomparso nella giornata di ieri Alex Zanardi, l’uomo che ha trasformato la percezione della disabilità in Italia e uno degli sportivi più forti e vincenti degli ultimi decenni. Ripercorrere la carriera del grande campione, dalla sua prima vita in Formula 1 alla seconda, entusiasmante, nel mondo paralimpico, equivale a raccontare l’epopea di un uomo che non si è mai fermato a guardare indietro, ma ha sempre alzato l’asticella, fissando nuovi limiti per tutti noi. Lo ha fatto nel segno della velocità e dell’umanità, capace di sorridere e di guardare con fiducia al futuro anche nei momenti più difficili.
Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, appresa la notizia, ha espresso alla moglie Daniela e al figlio Niccolò i sensi del più profondo cordoglio, anche a nome del Consiglio federale, del Segretario generale Marcello Tolu e di tutta la grande famiglia del ciclismo.
“Alex ha saputo trasformare la cultura del nostro Paese, ha regalato gioia e felicità alle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e speranza a tante persone in Italia e nel mondo. Credo che questi siano i successi più importanti, ancora più dei suoi numerosi e incredibili successi sportivi. Senza di lui siamo tutti un po’ più soli. Resta il suo sorriso, eredità imperitura e sprone a non mollare mai, a guardare alla vita con gli occhi e la gioia di un bambino”.
Su invito del Presidente Cordiano Dagnoni, in occasione di tutte le gare in programma nel fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del grande campione.
Addio ad Alex Zanardi: L’uomo che ha insegnato al mondo a non fermarsi mai
Sabato, 2 Maggio 2026
L’Italia e il mondo dello sport si svegliano oggi con un vuoto incolmabile. Nella giornata di ieri ci ha lasciati Alex Zanardi, un uomo che è stato molto più di un campione: è stato il simbolo vivente della resilienza, colui che ha trasformato radicalmente la percezione della disabilità nel nostro Paese e oltre i confini nazionali.
Un’epopea tra velocità e coraggio
Ripercorrere la carriera di Zanardi significa attraversare due vite straordinarie, unite da un unico filo conduttore: la sfida al limite.
La prima vita. Quella delle piste di Formula 1 e della consacrazione nei campionati americani, dove la sua velocità e il suo carisma lo avevano già reso un’icona del motorismo mondiale.
La seconda vita. Quella nata dalle ceneri del terribile incidente del Lausitzring. Una rinascita nel mondo paralimpico che ha ridefinito i confini dell’impossibile, portandolo a collezionare ori e successi che hanno ispirato intere generazioni.
Alex non si è mai guardato indietro. Ha alzato l’asticella per tutti noi, dimostrando che il futuro va guardato con fiducia e con il sorriso, anche quando il destino sembra remare contro.
Il cordoglio della Federazione Ciclistica Italiana
La notizia ha colpito profondamente il mondo delle due ruote. Il Presidente della FCI, Cordiano Dagnoni, ha espresso alla moglie Daniela e al figlio Niccolò il più profondo cordoglio, parlando a nome del Consiglio federale, del Segretario generale Marcello Tolu e dell’intera famiglia del ciclismo italiano.
“Alex ha saputo trasformare la cultura del nostro Paese, ha regalato gioia e felicità alle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e speranza a tante persone in Italia e nel mondo,” ha dichiarato Dagnoni. “Credo che questi siano i successi più importanti, v più dei suoi numerosi e incredibili successi sportivi. Senza di lui siamo tutti un po’ più soli.”
Il Presidente ha poi ricordato l’eredità più preziosa lasciata dal campione: il suo sorriso, uno sprone costante a non mollare mai e a conservare la gioia pura dei bambini di fronte alla vita.
Un minuto di silenzio per il Campione
Per onorare la memoria di un uomo che ha dato tutto allo sport e all’umanità, su invito del Presidente Dagnoni, in occasione di tutte le gare in programma in questo fine settimana verrà osservato un minuto di raccoglimento.
Un silenzio doveroso per ringraziare chi, con la forza delle proprie braccia e del proprio cuore, ha insegnato a un’intera nazione a correre verso il futuro senza paura.


