Negli ultimi mesi le agenzie immobiliari della città sono sommerse di richieste: chi arriverà a Jesi per lavorare da Amazon cerca disperatamente case e appartamenti, in affitto o in vendita. Una situazione tutt’altro che imprevedibile, annunciata già dal momento della posa della prima pietra dello stabilimento.
Ed è proprio per questo che la domanda sorge spontanea: dov’è stata, in tutti questi anni, l’amministrazione comunale?
Mentre l’apertura si avvicina, non si vede traccia di una strategia concreta per affrontare quello che potrebbe trasformarsi in un significativo incremento demografico.
A parte qualche dichiarazione, come l’invito ai futuri dipendenti a utilizzare il treno in virtù di un’ipotetica implementazione del traffico su rotaia, smentita da FSI nella sua fattibilità, o i comunicati autocelebrativi che rivendicano meriti sull’arrivo di Amazon, manca del tutto un pòiano strutturato, capace di rispondere ai bisgoni reali del territorio.
E il confronti con i comuni limitrofi è impietoso.
Altrove non si è rimasti a guardare: sono state introdotte modifiche ai piani regolatori, sono state previste nuove unità abitative, si è pianificato per tempo l’impatto di questo cambiamento.
Jesi, invece, appare ferma, incapace di anticipare e gestire le conseguenze di una trasformazione annunciata.
A rendere ancora più evidente questa mancanza di visione è la gestione degli oneri di urbanizzazione legati proprio all’insediamento Amazon: risorse che avrebbero potuto, e dovuto, essere utilizzate per migliorare la viabilità e le infrastrutture dell’area interessata, oggi già sotto pressione e destinata a esserlo sempre di più.
Anche su questo fronte, però, non si registrano interventi significativi.
Il risultato è un immobilismo evidente, che contrasta con l’urgenza della situazione.
E mentre le esigenze del territorio restano senza risposta, il dibattito in consiglio comunale si perde troppo spesso su temi lontani dalla realtà locale, inseguendo questioni che appartengono più all’agenda dei partiti nazionali che ai bisogni concreti dei cittadini.
Servono scelte concrete, per un’opportunità come questa così rilevante che si trasformando nell’ennesima occasione persa per rispondere alle esigenze del territorio.



