L’assemblea dei dipendenti Conerobus, svoltasi il 23 gennaio 2026, conferma lo sciopero di 24 ore del 29 gennaio 2026 e chiede l’indizione di un referendum che consenta a tutti i 410 circa dipendenti di esprimersi sulle misure previste dal piano di risanamento aziendale.
La situazione è estremamente difficile e la decisione richiesta ai lavoratori è altrettanto complessa. Ancora una volta si chiedono ulteriori sacrifici economici ai dipendenti per risanare un’azienda in grave crisi.
I punti cardine del piano di risanamento, presentato dall’azienda alle banche e al giudice, sono i seguenti:
- la rivisitazione degli accordi di secondo livello, al fine di ottenere un risparmio
economico; - l’inserimento di 66 dipendenti nel Fondo di Solidarietà, con una riduzione della
prestazione fino all’80%, sottraendo quindi risorse importanti alle retribuzioni dei
lavoratori; - qualora tali misure non fossero sufficienti, la possibilità di eliminare l’accordo regionale
sulla produttività, pari a 250 euro mese, sempre a carico dei lavoratori; - l’esternalizzazione delle officine;
- la richiesta di rivisitazione dei contratti di servizio con la Regione Marche e con il
Comune di Ancona.
Tra i lavoratori emergono con forza alcune domande fondamentali: - ai lavoratori vengono chiesti ulteriori sacrifici, ma la politica che ruolo intende assumere?
- queste misure saranno realmente sufficienti ad evitare il fallimento, oppure no?
- perché non viene concessa a tutti, su base volontaria, la possibilità di uscire dall’azienda
tramite NASpI e Fondo di Solidarietà, come previsto dalle norme, ma solo a 10 lavoratori
sui 66 destinati alla cassa integrazione? - la ricollocazione in altre aziende, promessa dal Comune anche in sede di Prefettura, verrà
attuata oppure no?
I lavoratori affermano che le scelte politiche- aziendali con servizi a rimessa, dismissione dei servizi commerciali, assenza di un piano tecnico industriale serio, non devono essere pagati dai lavoratori.
Le organizzazioni sindacali FILT CGIL – UILTRASPORTI – FAISA CISAL comunicano che lunedì non verrà sottoscritto alcun documento, in attesa dell’esito del referendum previsto per la prossima settimana.
Resta quindi confermato lo sciopero di 24 ore del 29 gennaio 2026.



