Dalla scuola dell’infanzia alla primaria e alle medie, l’appello punta a riportare al centro i bisogni psicofisici dei bambini e dei ragazzi. Al centro del dibattito il riposo pomeridiano, la concentrazione e l’organizzazione delle lezioni.
Come conciliare l’organizzazione della scuola con i bisogni di crescita e di benessere dei bambini e dei ragazzi? È la questione al centro di una petizione online, intitolata “Tempo scuola: tuteliamo il benessere psicofisico degli studenti, il nostro futuro”, che invita a ripensare i modelli orari scolastici mettendo al primo posto le esigenze degli alunni.
Il valore del riposo nella scuola dell’infanzia
Uno dei temi messi in risalto dai promotori della petizione riguarda il sonno pomeridiano dei bambini tra i 3 e i 6 anni. Come spiegato dal logopedista e pedagogista Dott Paolo Cingolani, il riposo rappresenta un’esigenza da valutare attentamente nell’organizzazione della scuola dell’infanzia, dove la possibilità di dormire dopo pranzo può venire meno anche per ragioni legate agli spazi disponibili, al personale e alla sicurezza.
Cingolani osserva come non sia «infrequente che i bambini cerchino di resistere a questo scippo del loro diritto al sonno diventando irritabili, iperattivi, facili a crisi di pianto fino ad addormentarsi sul tavolo da pranzo». Comportamenti che, nella sua riflessione, invitano a considerare anche il ruolo della stanchezza e dei bisogni fisiologici, senza ricondurre automaticamente ogni difficoltà a un possibile disturbo.
Il tema pone quindi una questione organizzativa: come garantire condizioni adeguate alle diverse esigenze dei bambini, tenendo conto delle loro fasi di sviluppo?
Orari, concentrazione e motivazione
La riflessione si estende alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado, dove convivono modelli differenti, dal tempo pieno ai rientri pomeridiani, fino alla settimana distribuita su sei giorni. L’attenzione non è soltanto sulla quantità delle ore trascorse a scuola, ma anche sulla loro distribuzione e sulla possibilità per gli alunni di mantenere concentrazione e motivazione.
«Tempi Scuola troppo diluiti come tempi Scuola troppo compressi non possono che essere responsabili di poca continuità attentiva degli alunni, con cali di concentrazione e soprattutto, di motivazione», afferma Cingolani.
La petizione propone così di ampliare il confronto sull’organizzazione del tempo scolastico, valutando non soltanto le esigenze delle famiglie e della struttura educativa, ma anche quelle degli studenti. L’obiettivo è individuare un equilibrio che permetta di affrontare le attività didattiche rispettando i tempi di attenzione, il bisogno di riposo e le diverse fasi della crescita.
Un confronto sulle scelte organizzative
Le decisioni relative agli orari rientrano nell’autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche. Proprio per questo, secondo Cingolani, è importante che gli organismi chiamati a definirli si confrontino sulle soluzioni più adatte al benessere degli alunni.
La richiesta non si limita dunque a un singolo modello orario, ma invita a considerare il tempo scuola come parte integrante della qualità dell’esperienza educativa. Come conclude il pedagogista, le scelte dovrebbero avere a cuore «nei fatti e non solo a parole lo star bene di tutti e tutte: ne va del loro benessere psicologico e psicofisico e di riflesso dell’armonia dell’intera comunità educante».
Per leggere il testo completo e aderire alla petizione: “Tempo scuola: tuteliamo il benessere psicofisico degli studenti, il nostro futuro”.


