Il Comune di Senigallia ha presentato al Ministero della Cultura la candidatura al Premio Olivetti per l’Accessibilità Culturale 2026 con il progetto “Il Tempo Ritrovato. Cultura, famiglia e benessere per le comunità del lavoro”, una proposta innovativa che mette al centro il rapporto tra cultura, lavoro e qualità della vita.
Elaborato dall’Assessorato alla Cultura e dall’Ufficio Cultura del Comune, il progetto nasce con l’obiettivo di sperimentare un nuovo modello di welfare culturale territoriale, favorendo la partecipazione di lavoratori e famiglie alla vita culturale della comunità.
Cultura più accessibile per lavoratori e famiglie
L’iniziativa prende le mosse da una considerazione semplice: il tempo rappresenta una delle principali barriere all’accesso alla cultura. Per questo motivo il progetto intende avvicinare le attività culturali alle persone, adattando orari, luoghi e modalità di fruizione.
«Abbiamo voluto costruire un progetto che raggiungesse anche chi normalmente resta fuori dai circuiti culturali, trasformando lavoratori e famiglie in protagonisti della vita culturale della comunità», ha spiegato l’assessore alla Cultura Massimo Bello.
Scaffali di Fabbrica e Passaporto di Famiglia
Tra le iniziative più innovative spiccano gli “Scaffali di Fabbrica”, vere e proprie biblioteche aziendali realizzate all’interno delle imprese aderenti, accompagnate da gruppi di lettura e percorsi di partecipazione culturale. Il progetto prevede il coinvolgimento di almeno dieci aziende e l’acquisto di circa 2.500 volumi.
Previsto anche il “Passaporto di Famiglia”, uno strumento pensato per incentivare la partecipazione continuativa di lavoratori e nuclei familiari alle attività culturali, con l’obiettivo di raggiungere almeno 250 partecipanti.
Un’altra parte importante della proposta riguarda la valorizzazione della memoria produttiva locale attraverso la raccolta di testimonianze, fotografie e racconti legati al mondo del lavoro.
Un’alleanza tra istituzioni, imprese e sindacati
Il progetto vede il Comune di Senigallia come capofila insieme a CNA Ancona, Confindustria Ancona, CGIL, CISL e UIL, con il coinvolgimento delle istituzioni culturali e delle associazioni del territorio.
Secondo l’assessore Bello, il valore aggiunto dell’iniziativa risiede proprio nella collaborazione tra amministrazione pubblica, sistema produttivo e rappresentanze dei lavoratori, con l’obiettivo di costruire una rete stabile e replicabile di welfare culturale.
Il progetto ha un valore complessivo di 161 mila euro, di cui 100 mila euro richiesti come contributo al Ministero della Cultura. La realizzazione delle attività sarà subordinata all’approvazione della candidatura nell’ambito del Premio Olivetti 2026.

