La Fondazione Pergolesi Spontini chiude con numeri straordinari il progetto educativo che ha portato le scuole dentro l’opera lirica
Il Teatro G. B. Pergolesi di Jesi si è trasformato in un palcoscenico allargato, con la platea e il palco uniti in un’unica, travolgente esperienza. Si è concluso con otto recite e 2.890 spettatori, dal 20 al 23 maggio, il progetto di formazione e educazione al melodramma “Opera Lab Edu” della Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con Frequenze&Armonici APS dedicato alla Carmen di Georges Bizet. Oltre 1.000 tra studenti e docenti provenienti da 9 istituti comprensivi del territorio marchigiano sono stati coinvolti da protagonisti nello spettacolo.
Vestiti con abiti sgargianti in tema spagnolo, costruiti da loro stessi, e adeguatamente preparati nel canto nelle settimane precedenti la messa in scena, i ragazzi sono stati protagonisti sia nel canto (dalla platea e, a turno, anche sul palcoscenico), che nella realizzazione dello spettacolo; al loro fianco, uno staff di professionisti – attori, cantanti e danzatori – sotto la direzione di Andrea Magnelli sul podio dell’Orchestra Giovanile Toscana, e con la regia di Stefano Scognamiglio, adattamento e drammaturgia di Matteo Bonotto.
Gli istituti coinvolti abbracciano un territorio che va da Jesi a Senigallia, da Falconara Marittima a Osimo, da Cingoli ad Arcevia, da Ostra a Castelleone di Suasa con le scuole “Carlo Urbani” e “Lorenzo Lotto” di Jesi, “Marchetti” di Senigallia, “R. Sanzio” di Falconara Marittima, “C. Giulio Cesare” di Osimo, “Coldigioco-Mestica” di Cingoli, I.C. Corinaldo, I.C. Ostra e I.C. Arcevia-Montecarotto.
Il percorso ha preso avvio mesi prima dello spettacolo finale: i docenti hanno ricevuto una formazione specifica attraverso incontri pomeridiani, seguiti da tre laboratori in classe con esperti che hanno preparato gli studenti – dai 5 ai 13 anni – all’esecuzione dal vivo. Strumenti digitali innovativi hanno accompagnato il percorso, con una app da scaricare sul telefonino, e un fumetto dell’opera per raccontare la storia di Carmen in chiave accessibile e inclusiva.
Tra le novità, l’inserimento di coreografie originali e body percussion, che hanno trasformato il corpo degli studenti in strumento ritmico e narrativo, e la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi grazie al quale tutti i partecipanti hanno imparato a cantare un brano nella Lingua dei Segni (LIS).
Il progetto si inserisce nella 59ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, che proseguirà in autunno con un cartellone di grande respiro: il Trittico di Puccini (ottobre), il Don Pasquale di Donizetti e la prima mondiale de L’esecuzione di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi (novembre), fino al Nabucco di Verdi e al balletto Querencia in dicembre.


