Leadership, responsabilità e capacità di trasformare il talento individuale in una forza collettiva. È attorno a questi temi che si è sviluppato l’incontro “Vincere insieme nello sport e in azienda”, ospitato da Confindustria Ancona e dedicato al dialogo tra mondo sportivo e sistema produttivo. Protagonista della serata Andrea Capobianco, Commissario Tecnico della Nazionale Femminile di Basket, accolto dal Presidente Diego Mingarelli.
Reduce dalla storica qualificazione dell’Italia ai Mondiali FIBA 2026 — un traguardo che mancava da 32 anni — Capobianco ha condiviso riflessioni maturate alla guida delle Azzurre, sottolineando come valorizzare le persone prima delle competenze sia la chiave per costruire gruppi capaci di raggiungere risultati straordinari.
«Spesso pensiamo che per vincere un coach debba solo trasferire competenze, dimenticando l’aspetto più importante: aiutare le persone a utilizzarle nel modo migliore», ha spiegato il tecnico. «Allenare significa dare forza a chi è chiamato a metterle in pratica, accompagnandolo nelle scelte e nella consapevolezza del proprio ruolo. Da soli si è meno forti: i risultati migliori arrivano quando ciascuno mette una parte di sé al servizio di un obiettivo comune. Lo stesso vale nelle aziende».
L’incontro, promosso da Piccola Industria, Gruppo Giovani Imprenditori, Club Qualità e Imprenditoria Femminile nell’ambito del ciclo “Insieme”, ha offerto un confronto sui valori condivisi tra sport e impresa: fiducia, determinazione, collaborazione, gestione del cambiamento, responsabilità e attenzione alle diverse sensibilità.
Roberta Fileni, vicepresidente con delega all’Imprenditoria Femminile, ha evidenziato come la leadership richieda coerenza, capacità di indicare una direzione e assunzione di responsabilità anche nei momenti più complessi. Per Giulia Fanesi, Presidente dei Giovani Imprenditori, «sia nello sport che nel fare impresa è fondamentale creare una squadra che condivida obiettivi, visione e passione, capace di aiutarsi e crescere insieme».
Alessandro Nanni, Presidente del Club Qualità, ha richiamato l’importanza di metodo, preparazione e continuità: «Dietro ogni traguardo non ci sono scorciatoie, ma lavoro quotidiano e attenzione ai dettagli. Un approccio che vale anche per le aziende, chiamate a migliorare costantemente processi e organizzazione».
Un incontro che ha mostrato come lo sport possa diventare cultura d’impresa, offrendo strumenti concreti per affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione.



