Da anni ormai il palco è la loro casa, e ogni concerto è un rito collettivo che, attraversando emozioni sempre nuove, conduce alla sacralità di quella firma chiara come un’alba. Dopo la chiusura trionfale del Beje Tour dello scorso anno, Le Bollicine tornano a raccontare in modo inedito i capolavori del Comandante. Il nuovo tour 2026 prenderà il via con la data zero di sabato 7 marzo al Teatro Cotini di Staffolo, un evento, come da tradizione, andato sold-out in poche ore e destinato a segnare l’inizio di una lunga stagione live dentro e fuori regione.
Abbiamo incontrato Mirco Cerioni, frontman e anima della band, per raccontare lo spirito, le novità e le emozioni del nuovo progetto.
“Celebreremo la vita in tutte le sue forme”
«Possiamo dire che torniamo sul palco dopo aver chiuso in modo straordinario con 43 date il Beje Tour. È stato bellissimo ed emozionantissimo», racconta Mirco Cerioni. «Ora ci apprestiamo a ripartire con una nuova stagione e con il nuovo tour 2026 che presentiamo con il titolo: La Vita Tour».
Il nome del tour vuole essere un manifesto d’intenti. Riprende il messaggio lanciato la scorsa estate da Vasco Rossi, per celebrare la vita in tutte le sue forme: ostinata, vissuta, spericolata, fiera e complicata. «Ogni canzone parla di vita — spiega Mirco — proprio perché noi siamo la vita spericolata».
Una scaletta potente e ben quattro medley
Se il titolo racconta l’anima del tour, la scaletta promette energia e dinamismo. «Il tour partirà bello forte — anticipa Cerioni — sarà molto rock, si ballerà molto e abbiamo inserito tante canzoni per far ballare le persone che ci ascolteranno». Accanto a brani energici e ad alcune ballate, la band ha dare vita, eccezionalmente, a ben quattro medley che racchiuderanno fino a cinquanta canzoni.
«Vasco ha scritto talmente tanti brani che faccio sempre più fatica a scegliere — racconta Mirco— e non riuscendo a metterle tutte in un concerto abbiamo deciso di creare questi medley: tre in chiave rock e uno in versione acustica. Sarà la sorpresa di quest’anno».
Ma alla voglia di far ballare e cantare il pubblico, il tour interseca anche la volontà di sensibilizzare e parlare, attraverso la musica condivisa, di temi attuali e vicini. «Ci saranno due momenti importanti nel corso del concerto — spiega Cerioni — durante i quali toccheremo temi sociali per sensibilizzare il più possibile: con una canzone parleremo del bullismo mentre con un altro brano parleremo della depressione». Argomenti delicati, scelti perché a cuore e per stimolare una riflessione collettiva.
Non mancheranno naturalmente i pezzi intoccabili, i grandi classici che nessuno permetterebbe di togliere dalla Scaletta di ogni anno.
Innovazione scenica, ma stessa vincente squadra
A livello scenografico e tecnico, il tour porterà con sé diverse novità. «Abbiamo fatto tante modifiche a livello scenografico: luci, video, audio — spiega Mirco — cose nuove che non avevamo in passato e che renderanno ancora più coinvolgente l’esperienza dal vivo».
E se lo spettacolo si rinnova, la squadra che lo porta in scena resta fedele alla tradizione: accanto alla voce di Mirco Cerioni ci saranno Mattia Principi alla batteria, Matteo Venanzi al basso e Anna Greta Giannotti e Andrea Giovannetti alle chitarre, con i cori di Nicole Vestuto. La regia artistica, così come l’idea originale del progetto, è affidata a Simone Mondati, anima storica delle Bollicine e cuore pulsante del loro modo di concepire lo spettacolo.
Data zero e prime tappe di aprile
Dopo la data zero di Staffolo, il tour entrerà nel vivo con una serie di appuntamenti già in calendario. Si partirà il 6 aprile da Pantiere di Castelbellino alla Festa de Le Pantiere, per poi proseguire il 19 aprile al 4° Moto Experience Marche a Serra de’ Conti. Il 25 aprile Le Bollicine apriranno come di consueto la stagione balneare di Senigallia al Lido Acquapazza e il primo maggio saliranno sul palco dello Scout Park di Fano. Sono solo le prime tappe di un calendario in continuo aggiornamento che, come anticipa Mirco, supera già le trenta date in programma.
E in un anno speciale, con Vasco Rossi atteso ad Ancona il 23 e 24 giugno, il nuovo tour non potrà che accompagnare il fedele pubblico al ritorno, dopo quattro anni, nella città dorica del Comandante.
Da quella calda e afosa sera del 2003, quando dopo un concerto d’arpa Simone Mondati digitò il numero dell’amico Mirco Cerioni, sono passati oltre vent’anni. Una genesi fortunata per quella che sarebbe diventata una vera e propria combriccola, nata in un periodo in cui le tribute band in Italia erano ancora poche e nelle Marche quasi inesistenti. Mentre Vasco inaugurava il suo tour con Credi davvero, la band iniziava incredula a raccogliere i primi apprezzamenti, prima nelle piccole feste della regione, poi via via su palchi sempre più importanti in tutta Italia.
Da allora, quella Combriccola del Blasco non si è mai fermata. Quella di sabato a Staffolo sarà la data numero 664. Negli anni, data dopo data, sono cambiate scalette e platee, ma unico è sempre stato l’intento che il tour di quest’anno consacra nel suo titolo. Raccontare la vita, quella di Vasco e quindi di tutti. Un vivere per amare e rischiare, per errore e con passione, sempre senza rimorso e senza rimpianto.


