Thursday 4 June, 2026
HomeAttualitàGrandinata del 3 giugno, anche San Paolo di Jesi chiede lo stato di calamità

Il Comune ha avviato la procedura per il riconoscimento della calamità naturale dopo la violenta grandinata. Analoghe richieste anche da Staffolo, Cupramontana, Cingoli e Monte Roberto

Dopo la violenta ondata di maltempo che nel primo pomeriggio del 3 giugno ha colpito la Vallesina e parte dell’entroterra marchigiano, anche il Comune di San Paolo di Jesi ha avviato ufficialmente la procedura per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

La decisione è stata assunta dall’Amministrazione comunale a seguito dell’eccezionale grandinata che ha interessato l’intero territorio comunale, causando danni significativi alle attività agricole, alle imprese, agli edifici pubblici e privati, alle infrastrutture e ai beni mobili dei cittadini.

Danni diffusi su tutto il territorio

Secondo una prima ricognizione effettuata dagli uffici comunali, il fenomeno meteorologico ha provocato conseguenze rilevanti in diversi settori. Particolarmente colpite risultano le colture agricole e le aziende del territorio, ma non sono mancati danni a coperture, strutture, veicoli e proprietà private.

Per questo motivo il Comune ha avviato le procedure necessarie per raccogliere le segnalazioni dei cittadini, delle imprese e degli operatori agricoli, con l’obiettivo di predisporre una relazione tecnica dettagliata da trasmettere agli enti regionali e nazionali competenti.

Il sindaco: “Conseguenze molto gravi per il territorio”

L’Amministrazione comunale sottolinea come l’intensità e la durata della grandinata abbiano reso l’evento particolarmente eccezionale. «La violenza e l’eccezionalità della grandinata del 3 giugno hanno provocato conseguenze molto gravi per il nostro territorio – ha dichiarato il sindaco di San Paolo di Jesi –. Per questo abbiamo ritenuto doveroso attivare tempestivamente tutte le procedure necessarie per il riconoscimento della calamità e per ottenere le misure di sostegno indispensabili a favore delle famiglie, delle imprese e del comparto agricolo duramente colpiti».

Non solo San Paolo: richieste anche da Staffolo, Cupramontana, Cingoli e Monte Roberto

San Paolo di Jesi non è l’unico Comune ad aver intrapreso questo percorso. Nelle ultime ore analoghe iniziative sono state avviate anche dalle amministrazioni di Staffolo, Cupramontana, Cingoli e Monte Roberto, territori che hanno registrato danni importanti a vigneti, coltivazioni, edifici e mezzi privati a causa della violenta perturbazione.

Le richieste di riconoscimento dello stato di calamità testimoniano l’estensione dell’evento meteorologico e l’impatto che ha avuto su una vasta area della provincia di Ancona e del Maceratese.

Prosegue la raccolta delle segnalazioni

L’Amministrazione comunale continuerà nelle prossime settimane il monitoraggio della situazione mantenendo un costante confronto con la Regione Marche, le associazioni di categoria e gli organismi competenti. L’obiettivo è quello di quantificare con precisione l’entità dei danni e individuare nel più breve tempo possibile gli strumenti di sostegno economico e di ristoro destinati a cittadini, imprese e aziende agricole colpite.

Nel frattempo il Comune invita chi ha subito danni a collaborare alle attività di segnalazione e verifica, fondamentali per costruire un quadro completo della situazione e rafforzare la richiesta di riconoscimento della calamità naturale.

L’Amministrazione ha infine espresso un ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo alla raccolta delle informazioni e alla verifica dei danni sul territorio, ribadendo la propria vicinanza alle famiglie e alle attività economiche che stanno affrontando le conseguenze dell’eccezionale ondata di maltempo.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.