A Jesi la Giornata della Memoria diventa un racconto di coraggio silenzioso e responsabilità civile
Non solo memoria dell’orrore, ma racconto di scelte quotidiane capaci di fare la differenza. È questo il filo conduttore della XIV edizione di “Accendi la memoria”, che il 27 gennaio scorso ha trasformato l’aula magna del Liceo classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi in uno spazio di riflessione profonda sui gesti di umanità che, durante la Shoah, salvarono vite intere.
Il titolo dell’incontro, La straordinaria normalità, ha guidato studenti e docenti in un percorso dedicato alle persone comuni che, senza eroismi proclamati, seppero opporsi al nazifascismo con scelte semplici e radicali allo stesso tempo. Uomini e donne che, rischiando tutto, misero al centro l’altro.
Il viaggio nella memoria è iniziato dal racconto del rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, attraverso l’albo illustrato “Il bambino del tram”, che narra la fuga del piccolo Emanuele Di Porto. Un episodio reso simbolo dalla penna di Giorgio Debenedetti, capace di trasformare la cronaca in memoria collettiva.
La storia si è poi fatta ancora più vicina e concreta grazie alla testimonianza di Leonardo Fava, che ha raccontato agli studenti il coraggio dei suoi familiari, i mezzadri Nazzareno Gennaretti e Maria Fava, che nascosero e salvarono la famiglia Sermoneta-Ottolenghi. Un gesto che valse loro il riconoscimento di Giusti tra le Nazioni: figure silenziose, lontane dai riflettori, che scelsero l’umanità nel momento più buio.
Lo sguardo si è quindi allargato al presente con l’intervento di Benedetta Macripò e Irene Marzetti della Fondazione Gariwo, che hanno invitato i ragazzi a considerare la memoria non come esercizio del passato, ma come strumento per orientare le scelte di oggi. In quest’ottica si inserisce anche l’uscita didattica prevista nel ghetto ebraico di Roma, per camminare fisicamente nei luoghi evocati dai racconti e dalla storia.
All’iniziativa hanno partecipato tre istituti cittadini – il Liceo classico “Vittorio Emanuele II”, l’IIS Galilei e il Liceo artistico Mannucci – uniti da un obiettivo comune: costruire pensiero critico, dialogo e consapevolezza nelle nuove generazioni.
Il percorso non si esaurisce con la Giornata della Memoria. Nei prossimi mesi, con i progetti “Il Giardino dei Giusti” e “Frammenti dal Novecento”, studenti e docenti continueranno questo cammino condiviso. Perché ricordare, come è emerso con forza dall’incontro, non significa solo commemorare, ma scegliere ogni giorno da che parte stare.


