Wednesday 10 June, 2026
HomeAttualitàAnalisi Arpam: non c’è traccia di amianto dopo l’incendio alla Magrì

Le prime verifiche effettuate da ARPAM dopo l’incendio del 7 giugno nell’area PIP della ditta Magrì Srl ad Ancona confermano un dato rassicurante: nei frammenti di copertura analizzati non sono state rilevate fibre di amianto. Il laboratorio multisito ARPAM di Pesaro, tramite microscopia elettronica a scansione (SEM), ha infatti certificato che “i suddetti frammenti risultano privi di fibre di amianto” .

L’assenza di una fonte accertata di contaminazione ha portato l’Agenzia a ritenere non necessario, al momento, un ulteriore campionamento dell’aria per la ricerca di fibre aerodisperse. Il monitoraggio ambientale nell’area, comunque, proseguirà nei prossimi giorni per garantire un quadro completo e aggiornato della situazione.

Durante il sopralluogo dell’8 giugno, ARPAM e Polizia Locale hanno inoltre verificato lo stato dei luoghi:

  • il piazzale risulta asfaltato e dotato di caditoie per la raccolta delle acque;
  • parte dei rifiuti generati dall’incendio è stata accatastata all’esterno ed esposta agli agenti atmosferici;
  • all’interno dell’immobile sono ancora presenti materiali combusti, tra cui strutture, macchinari e componenti del tetto .

Alla ditta sono state impartite indicazioni tecniche per coprire i cumuli di rifiuti fino al loro smaltimento definitivo.

Nel frattempo, l’ordinanza comunale emanata domenica rimane in vigore: le aziende dell’area potranno riaprire solo dopo aver completato le prescrizioni previste, tra cui pulizia dei filtri, lavaggio dei piazzali e sanificazione delle merci. Alcuni stabilimenti hanno già adempiuto e stanno progressivamente riprendendo l’attività.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.