Al netto dei provvedimenti che intenderà assumere la ditta concessionaria dell’appalto per la riscossione del canone sui passi carrabili, l’Amministrazione comunale smentisce nella maniera più categoria che la stragrande maggioranza degli avvisi di pagamento recapitati ai contribuenti siano sbagliati.
Si tratta nella quasi totalità dei casi di accertamenti conseguenti al censimento sui passi carrabili compiuto nel 2024 e dal quale sono emerse posizioni di occupazione di suolo pubblico mai denunciate in passato o calcolate per misure diverse da quelle reali.
Questo può essere certamente capitato nella più assoluta buonafede del contribuente, ma di fatto se vi è un passo carrabile, per esso va pagato il relativo canone.
Eventuali errori possono esserci stati – misurabili comunque in percentuali irrisorie – anche per l’occasionale mancato aggiornamento del catasto. E su questi, dimostrata l’inesattezza, si procederà puntualmente al relativo stralcio.
Si ricorda che verifiche come il censimento compiuto nel 2024 erano già state fatte anche nel passato con procedenti concessionari (l’ultima poco meno di un decennio fa), ma di fatto la strumentazione tecnologica oggi disponibile consente di accertare posizioni che con le precedenti dotazioni non era di fatto possibile.
Si aggiunge: sostenere che la questione sollevata sia derivata dalla scelta di affidare il servizio ad una ditta esterna, quando il servizio è da sempre – e parliamo di decenni e decenni – affidato ad una concessionaria nel rispetto delle disposizioni di legge e contestare il fatto che l’onere della prova sia a carico del contribuente (cosa che accade per tutti i tributi, dalle tasse Irpef al bollo auto) significa che chi ha alimentato questa inutile e fuorviante polemica vive su di un altro pianeta!


