Thursday 30 May, 2024
HomeAttualitàA Torrette il “Progetto donna”: nuove protesi e tecnologie per tornare alla vita prima del tumore

Due nuove tecnologie per una ” tecnica ibrida” che consente la ricostruzione totale ed estetica della mammella

Nel 2023 sono state 402 le donne operate per un tumore mammario all’Ospedale Regionale di Torrette. Il dato si attesta sulla media nazionale che attualmente racconta di 1 donna su 8 che, nella propria vita, incontrerà la malattia. Sempre più bassa anche l’età di insorgenza della neoplasia che colpisce donne sempre più giovani. Per questo prevenzione e ricerca mirano da anni a cercare i migliori approcci per salvare e migliorare la vita della paziente che, grazie a tecnica e tecnologia, riesce nella maggioranza dei casi a tornare ad una qualità di vita equivalente a quella pre-intervento.

In quest’ottica si sviluppa anche il “Progetto Donna“, realizzato dall’AOUM- relativo alle problematiche che si riferiscono al trattamento dei tumori femminili, spiegato mercoledì mattina presso l’Unità radiologica di Torrette. Progetto già operativo, che si pone l’obiettivo fortemente richiesto dalle donne, di costruire un team chirurgico, nell’ambito della Breast Unit laddove i chirurghi plastici siano dotati di tecnologie innovative che possano consentire una ricostruzione della mammella tale da recuperare, non solo la salute della donna, ma anche la sua autostima e la sua voglia di tornare ad una vita normale lavorativa e di relazione, mediante una ricostruzione mammaria con un alto valore estetico.

L’unica Azienda Ospedaliero Universitaria ad aver acquisito tutte le più moderne tecnologie utili al raggiungimento di questo scopo, con la SOD di Chirurgia Plastica Ricostruttiva – diretta dal Prof. Michele Riccio, “dotata di innovative protesi mammarie ” biodinamiche” ed “ergonomiche” utili a ricostruire la ghiandola mammaria riproducendo una forma naturale in tutte le posizioni dinamiche assunte dalla donna e tecnologie avanzate per il prelievo del tessuto adiposo, con tecnologia body jet, utilizzato durante l’intervento per ricostruire i tessuti molli normalmente presenti intorno alla ghiandola mammaria, che l’intervento chirurgico demolitivo ha asportato assieme al tumore“.

La combinazione di queste due tecnologie consente di ottenere una ricostruzione naturale ed esteticamente pregevole definita ” tecnica ibrida” nel conseguimento dell’obiettivo finale, ovvero la ricostruzione totale ed estetica della mammella.

A questo I’ Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ha unito anche l’utilizzo di protesi di nome “fixnip” capaci di ricostruire senza cicatrici aggiuntive ed in maniera perfetta l’areola ed il capezzolo. Infine, la procedura di criopreservazione del tessuto adiposo, prelevato per la ricostruzione della mammella, che verrà conservato presso la Banca dei Tessuti di Cesena, per poi utilizzarlo nel tempo, quando la ricostruzione mammaria ” totale ed estetica” richiede più interventi di lipo filling.

I dati ci dicono che le pazienti messe al centro di una Breast Unit vivono di più – ha affermato il Dr. Enrico Lenti, Direttore f.f. SOD Chirurgia Senologica. In questo momento l’unico modo per approcciare un problema di tumore mammario è solo questo, con i professionisti che lavorano insieme. La forza che abbiamo qui è che abbiamo una delle Breast Unit più complete ma soprattutto abbiamo un dialogo e le tecnologie che ci aiutano a riportare la paziente alla vita che ha lasciato“.

Lo spirito è quello della medicina di genere. Si parla di ricostruzione estetica della mammella. Credo che attraverso questo si possa superare quella problematica legata al post intervento e si limitano i danni psicologici e psicofisici” ha aggiunto il Direttore Generale dell’AOUM Armando Marco Gozzini.

Sappiamo che si tratta di una patologia abbastanza importante nel sistema sociale e come incidenza – ha concluso l’Assessore Regionale alla sanità Filippo Saltamartini. La prevenzione del tumore al seno ha fatto sì che la nostra regine abbia anticipato il periodo previsto dal ministero per la mammografia, anticipato e posticipato di 5 anni. Sono state aggiunte più risorse alla prevenzione di questa patologia proprio per la sua importanza soprattutto dal punto di vista psicologico della paziente. Quello che avviene qui, rende questo centro un punto di riferimento fuori e dentro la nostra regione“.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio.