Una data simbolica che fotografa il divario tra la quantità di rifiuti plastici prodotti e la capacità dei sistemi di gestirli in sicurezza.
Non è una ricorrenza da segnare sul calendario per celebrare qualcosa, ma una data che invita a fermarsi e guardare i numeri. Il 6 settembre 2026 è il Plastic Overshoot Day, il giorno in cui, a livello globale, la quantità di rifiuti plastici generata supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierli e trattarli in modo sicuro.
Il concetto, elaborato ogni anno da Earth Action, non significa che il 6 settembre improvvisamente la plastica inizi a essere dispersa nell’ambiente. La data rappresenta piuttosto una soglia simbolica: da quel momento, la quantità di rifiuti plastici generata nel corso dell’anno eccede la capacità complessiva disponibile per gestirla correttamente. Il risultato è un aumento del materiale che rischia di finire nell’ambiente, contaminando suolo, fiumi, laghi, mari e atmosfera.
Nel 2026 prodotti 227 milioni di tonnellate di rifiuti plastici
I numeri restituiscono le dimensioni del problema. Secondo le stime di Earth Action, nel 2026 saranno prodotti nel mondo circa 227 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Di questi, il 31,6%, pari a circa 72 milioni di tonnellate, sarà gestito in modo inadeguato, con il rischio di dispersione nell’ambiente.
Il dato più significativo emerge però guardando all’evoluzione degli ultimi anni. Dal 2021 il Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostato verso la fine dell’anno, un segnale di un lieve miglioramento nella capacità globale di gestione dei rifiuti. Allo stesso tempo, però, la produzione complessiva di rifiuti plastici è aumentata: dai circa 202 milioni di tonnellate del 2021 alle 227 milioni previste per il 2026.
È una contraddizione solo apparente. I sistemi di gestione possono diventare più efficienti, ma se la quantità di plastica immessa nel sistema cresce più rapidamente, il problema complessivo continua ad aumentare. Secondo il WWF, negli ultimi cinque anni la quantità di rifiuti plastici gestiti in modo inadeguato è aumentata di oltre tre milioni di tonnellate.
Dodici Paesi concentrano il 60% dei rifiuti mal gestiti
L’emergenza, inoltre, non pesa nello stesso modo in tutte le aree del pianeta. Secondo i dati 2026, 12 Paesi sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti a livello globale. Tra quelli maggiormente coinvolti figurano Cina, Russia, India, Brasile e Messico. Parallelamente, circa due terzi della popolazione mondiale vive in territori nei quali la quantità di rifiuti prodotti supera la capacità locale di gestirli in sicurezza.
E in Italia?
Per l’Italia la situazione appare migliore rispetto alla media mondiale, ma non priva di criticità. Il Plastic Overshoot Day italiano cadrà il 5 novembre 2026, quasi due mesi dopo quello globale. Il nostro Paese produce tuttavia circa 61 chilogrammi di rifiuti plastici pro capite ogni anno e rientra, secondo la classificazione di Earth Action, tra gli Overloaders, cioè i Paesi caratterizzati da elevati volumi di produzione di rifiuti plastici.
La differenza rispetto alla data globale dipende dalla maggiore capacità dei sistemi italiani di gestire i rifiuti, ma anche dai quantitativi prodotti e dai flussi di plastica in entrata e in uscita dal Paese. Il dato, dunque, non può essere interpretato semplicemente come una promozione o una bocciatura: indica piuttosto quanto sia importante continuare a intervenire sia sulla gestione dei rifiuti sia sulla quantità di plastica che diventa rifiuto.

